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mercoledì 22 maggio 2013 -

Consorzio Bonificazione Umbra torna a Palazzo Leti-Sansi: "In centro si vive e lavora meglio" - foto TO®

photoConsorzio Bonificazione Umbra torna a Palazzo Leti-Sansi: "In centro si vive e lavora meglio" - foto TO®

Palazzo restaurato grazie a fondi pubblici per ricostruzione post sisma. L'assist alla VUS

Jacopo Brugalossi

Il Consorzio della Bonificazione Umbra si riappropria finalmente della sua storica sede di Palazzo Leti-Sansi, a pochi passi da Piazza del Mercato, nel cuore di Spoleto. Lo fa dopo 15 anni di “esilio” forzato a Ponte Bari a causa dei danni strutturali che il terremoto dell’autunno 1997 causò al palazzo seicentesco. Il presidente Ugo Giannantoni, il suo vice Orlando Settimi e la direttrice Candia Marcucci hanno tenuto stamani un incontro con la stampa per illustrare i dettagli del “ritorno a casa”. Si svolgerà invece il 3 maggio l’incontro aperto alla cittadinanza che ufficializzerà il reinsediamento, e che i vertici del Consorzio sperano si trasformi in una vera e propria festa cittadina.

Il recupero -  Grazie a 6 milioni di euro di fondi pubblici per la ricostruzione post sisma sono stati già resi completamente fruibili 3800 metri quadrati, tra piano nobile (la parte che verrà occupata dagli uffici del Consorzio), mezzanini, scantinati e sottotetto. La ristrutturazione ha interessato soprattutto l’edificio principale, meno l’edilizia minore (la parti del palazzo annesse successivamente all’edificio originario), che comunque è stata resa sicura dal punto di vista sismico. Inoltre, alcuni locali ospitano già gli uffici del Rotary, il Consorzio Olio Dop e privati cittadini.

Vivere in centro si può – “Non abbiamo mai avuto dubbi che un giorno saremmo rientrati a casa – ha affermato il presidente del Consorzio Giannantoni. – Era una nostra convinzione, così come siamo convinti che al centro storico si viva e lavori meglio. Alle perplessità dei cittadini e dei dipendenti abbiamo risposto che la mobilità alternativa ci da una grossa mano, specialmente una volta completato il primo stralcio, e che non deve rappresentare un problema parcheggiare alla Spoletosfera, dove saranno posteggiati i nostri mezzi, e fare dieci minuti a piedi per arrivare agli uffici. Il CBU è patrimonio di Spoleto, ed è giusto che sia situato nel centro storico”. Sono 20 le persone che fisicamente torneranno a lavorare a Palazzo Leti-Sansi. A Ponte Bari, comunque, rimarranno l’officina e un magazzino con le attrezzature, oltre forse – il presidente non l’ha escluso – ad uno sportello aperto al pubblico limitatamente a certi orari.

Consorzio “virtuoso” – Con una competenza territoriale di 13 Comuni e 120 mila ettari di estensione, il Consorzio della Bonificazione Umbra si occupa della manutenzione e della sicurezza idrica di 170 km di corsi d’acqua. A questo proposito, il 4 maggio prossimo verrà presentato il Piano di Bonifica: un documento che, partendo dalla mappatura del rischio idraulico dei corsi d’acqua, detta le linee di intervento sul territorio per un periodo che va dai 5 ai 30 anni a venire, per un importo economico di centinaia di milioni di euro. “Il nostro è un ente virtuoso – ha tenuto a precisare il presidente Giannantoni – perché a fronte di riscossioni stimabili in circa 15 milioni di euro ne ha investiti sul territorio di competenza, nel corso degli anni, oltre 60. Inoltre – ha proseguito – è un ente che a fiscalità diretta, che quindi deve mantenere alta l’efficienza operativa”.

“Invito” alla VUS – In tema di rivitalizzazione del centro storico, il CBU spera di essere d’“esempio” per altre realtà economiche e produttive cittadine. Il recente episodio dell’interruzione dell’appalto per la riqualificazione di Palazzo Martorelli-Orsini, che nell’idea dell’amministrazione comunale avrebbe dovuto ospitare gli uffici della VUS, pone però dei seri dubbi sull’effettiva possibilità di rilancio di Spoleto alta. L’assist proprio alla VUS, inaspettato, lo da proprio il Consorzio di Bonificazione. “Nonostante la ristrutturazione del Leti-Sansi non sia terminata – ha affermato la dottoressa Marcucci – ci sono già 2 piani attualmente inutilizzati ma completamente fruibili, con uno spazio di circa 6-700 metri quadrati. Forse alla VUS potrebbero interessare”. Per ora è solo un “pour parler”, ma chissà che il seicentesco palazzo di Via Arco di Druso non diventi a breve anche la casa della Valle Umbra Servizi.

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Commenti

1) inserito il da mah!

continuo a pensare che per rivitalizzare un centro storico ormai defunto sia necessario riempirlo di "contenuti", di eventi, non di uffici pubblici...questa scelta è semplicemente un indice del fatto che presto anche questa sede verrà spostata a Foligno!

2) inserito il da iron

è come se uno prima ti sparasse e poi obbligasse la gente ad andarti a trovare al cimitero. a questo punto spostare uffici serve a pochissimo (a parte a far bestemmiare la gente che non trova parcheggio), e servono a poco (dissento dal lettore sopra) anche gli investimenti privati in locali e quelli pubblici in manifestazioni (a parte a far incazzare i residenti del centro, ciascuno dei quali, ben lieto di essere circondato da seconde case di bella e silenziosa gente di fuori, si sente ormai depositario esclusivo del chilometro quadrato che lo circonda, e si infuria al primo bisbiglio lontano o alla prima faccia giovane che vede con bottiglia in mano nel proprio territorio). non serve studiare il catasto per affermare che negli ultimi decenni la cubatura nel territorio comunale è aumentata tantissimo, mentre come si sa la popolazione è rimasta stabile. e non servono studi sociologici per rendersi conto che sono state spostate deliberatamente decine di migliaia di persone in insediamenti lontani tra i 7 e i 10 km dal centro. si è creato in questo modo consenso (rendendo edificabili terreni prima rurali e cavalcando il sogno della villetta con 4 auto sotto casa per ogni famiglia), si è assecondato lo snobismo miope di coloro che immaginavano il centro del futuro come un museo a cielo aperto (tutto carino, tutto ristrutturato, con case a 3000 euro al metro e con la plebe relegata nella piana), si sono create entrate (nuove case=nuove tasse) e nuove uscite (nuove case=nuovi oneri di urbanizzazione, e buon appetito a tutti). ma non si poteva pensare che il centro non ne risentisse. l'unica soluzione ora è ripopolare il centro, e ripensare ai nuovi quartieri (quando ne avremo bisogno,visto che la popolazione come detto è stabile da decenni) partendo dal dogma che a piazza garibaldi ci si deve poter arrivare a piedi nel giro di un quarto d'ora. chiaramente tale soluzione è anche e soprattutto in ottica turistica, perchè anche chi viene da fuori non è che goda nel vagare in un centro storico in cui non incontra un'anima nè vede una finestra con luce. del resto ai tempi d'oro del festival la gente non veniva da tutto il mondo e restava 15 giorni solo perchè spoleto era bella e il festival era buono , ma anche e soprattutto perchè l'atmosfera era viva e si riusciva a tirare tardi tutte le sere. più realisticamente, senza scomodare epoche gloriose e pensare che qualcuno oggi passerebbe 15 giorni a spoleto: anche se spoleto è stupenda le cose da vedere te le vedi in mezza giornata, e quindi se vuoi che una comitiva di giovani o una coppia proveniente da roma o dal nord stia un fine settimana devi dargli il prodotto "centro di spoleto" abbinato al prodotto "aperitivo in mezzo a spoletini rilassati" e per chi vuole anche quello "post cena in mezzo a spoletini casinari": anche perchè il turista che sa vivere, il turista del futuro, il turista che vuole sentirsi viaggiatore, cercherà sempre di meno il negozio di souvenir e sempre di più città vere e vive in cui non sentirsi turista da spennare in mezzo ai bottegai, ma cittadino del mondo in mezzo a cittadini di un altro pezzetto di mondo
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