Parentopoli, tutti gli arrestati dei Ros a Gubbio: anche 3 consiglieri in carica. Shock in Prc e Idv
Con Goracci anche l’ex segretario comunale ora dirigente a Orbetello. I nomi e le accuse. Domani interrogatori di garanzia. Prc: noi parte lesa (nei commenti)
E’ sotto choc la città di Gubbio che questa mattina ha assistito al blitz dei carabinieri che ha portato all’arresto di 9 persone, a cominciare dall’ex sindaco e attuale vicepresidente del Consiglio Regionale Orfeo Goracci, già deputato nelle file di Prc. 5 le custodie cautelari in carcere, 4 quelli che hanno potuto beneficiare dei domiciliari. A quanto riferiscono le Agenzie di stampa e le segreterie dei Partiti coinvolti (Prc e Idv) nel mirino della Procura della Repubblica di Perugia – l’inchiesta è seguita dai pm Formisano e Duchini – sarebbero finiti (il condizionale è d’obbligo in attesa della conferenza stampa) anche l’ex vicesindaco di Gubbio Maria Cristina Ercoli, la dottoressa Lucia Cicili dell’ufficio del personale del municipio, Lucio Panfili assistente dell’ex deputato e il consigliere comunale in carica nelle file Idv Graziano Cappannelli. Tutti, stando alle fonti sentite da TO® e ai primi lanci di agenzia, già tradotti nel carcere di Capanne. Ai domiciliari si troverebbero invece l’ex segretario comunale di Gubbio, il dottor Paolo Cristiano (attualmente presta servizio al Comune di Orbetello), i consiglieri comunali in carica di Prc Antonella Stocchi (49 anni, infermiera) e Marino Cernicchi (62 anni, pensionato) e la sorella della Ercoli, Nadia.
L’inchiesta – l’ipotesi accusatoria mossa dai magistrati perugini è quella di associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e concussione. Le indagini, a quanto è dato sapere, puntano a far chiarezza su alcune assunzioni sospette ma, a quanto pare, anche su altre vicende legate all’attività amministrativa del piccolo comune del perugino. Nel mese di dicembre era stato ascoltato dai magistrati quale persona informata dei fatti anche l’attuale sindaco Diego Guerrini (Pd) in merito alla sua decisione di allontanare dalla Giunta la Maria Cristina Ercoli, alla quale aveva ritirato la delega di vicesindaco, e sulla presunta sparizione dagli archivi comunali di alcuni documenti. Intanto si apprende che sono stati già fissati gli interrogatori di garanzia di fronte al Gip di Perugia: si comincerà domani mattina per terminare con ogni probabilità giovedì prossimo.
Le accuse – Stando a quanto trapelato nelle ultime ore, l'atto di ordinanza di custodia cautelare siglata dal Gip si incentrerebbe sull'accusa principale di associazione a delinquere. Goracci e gli altri avrebbero instaurato un “clima di intimidazione” all'interno del Comune di Gubbio, grazie al quale erano in grado di pilotare appalti, assunzioni e avanzamenti di carriera, tenendo fuori dal gioco e arrivando anche a minacciare i dipendenti esterni alla “cricca”. I vantaggi sarebbero stati di tipo “politico-amministrativi”, di “mantenimento delle posizioni di potere e sviluppo della carriera, vantaggi economici per se stessi e per soggetti loro legati da vicoli di vicinanza politica, amicizia e sentimentali (per il Goracci), con pari e ingiusto danno per la collettività, per i dipendenti e i soggetti estranei all'amministrazione”.
Le reazioni – dalle 9 di questa mattina i vertici di Rifondazione comunista, presente anche l’assessore regionale Stefano Vinti, stanno monitorando la situazione ed è probabile a breve un comunicato stampa. Prc, come si ricorderà, già lo scorso 5 novembre aveva invitato i propri esponenti, raggiunti all’epoca da un avviso di garanzia, ad autosospendersi dal Partito. Invito che era stato ad esempio accolto dall’ex onorevole Goracci ma non dalla Ercoli, che per questo era stato di lì a poco sospesa. Da un’ora è invece in corso un briefing dei vertici dell’Italia dei valori alla presenza del coordinatore regionale Paolo Brutti. Al vaglio la posizione dell’esponente eugubino Cappannelli.
© Riproduzione riservata
(Carlo Ceraso, Jacopo Brugalossi, Carlo Vantaggioli, Franceso De Agustinis, Alessia Chiriatti)
Aggiornato alle 16.13
Articolo precedente
Terremoto Umbria, arrestato Orfeo Goracci. In manette altri 8. Inchiesta fra Gubbio e Perugia - AGGIORNAMENTI: coinvolto esponente Idv e alto funzionario
Commenti
2) inserito il da Antonio Gualfucci
3) inserito il da indignato
4) inserito il da mail postata da: Stefano Vinti, Damiano Stufara, Enrico Flamini- Prc Umbria
A seguito dei provvedimenti di custodia cautelare che hanno riguardato esponenti politici eugubini, il Partito della Rifondazione Comunista e il Gruppo Consiliare Regionale PRC-FdS ribadiscono, come sempre fatto in questi mesi, la loro totale fiducia nella magistratura. Ricordiamo come gli organismi del partito insieme al gruppo consiliare regionale avevano disposto, già lo scorso 5 novembre, subito dopo la semplice informazione di garanzia rivolta a Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli, e dati i reati che allora venivano contestati, la sospensione degli stessi dal partito e la richiesta di dimissioni dalle cariche istituzionali ricoperte.
A seguito di questa posizione del partito si è anche sviluppata una pubblica polemica nella quale gli stessi Goracci ed Ercoli accusavano il PRC di averli condannati prima della magistratura. Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi di una vicenda che riguarda singoli politici eugubini rispetto alla quale ci sentiamo parte lesa.
Rifondazione Comunista ha fatto della questione morale una delle sue principali bandiere ed elementi identitari. Per tale ragione riteniamo politicamente che i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni debbano sempre dimostrare una specchiata ed incontrovertibile etica pubblica. Lo ritenevamo ieri, quando altri partiti della maggioranza regionale si sono opposti alle dimissioni di Goracci che noi chiedevamo, e lo riteniamo ancor più oggi di fronte all'evoluzione che la vicenda ha avuto.
Stefano Vinti (segretario regionale PRC Umbria)
Enrico Flamini (segretario provinciale PRC Perugia)
Damiano Stufara (presidente gruppo consiliare regionale PRC-FdS)
5) inserito il da mail postata da: On Rocco Girlanda- Pdl
“Si tratterebbe di un modo di operare di matrice clientelare, contro cui mi sono sempre battuto e sbattuto”
“L’inchiesta che sta vedendo protagonisti importanti esponenti politici eugubini di Rifondazione Comunista, e non solo, metterebbe in luce il metodo e la concezione della gestione della cosa pubblica che è insita in un sistema politico che abbiamo sempre combattuto”. È quanto dichiara Rocco Girlanda, deputato eugubino del Pdl. “Il sistema di potere che l’inchiesta sta scandagliando evidenzierebbe la natura di quella gestione clientelare tipica di una sinistra in generale, ed il Prc in particolare, malgrado le odierne tardive prese di distanza. A nostro giudizio politico tali coalizioni hanno sempre operato considerando l’ente pubblico come un feudo personale loro assegnato vita natural durante. Un sistema, questo, che personalmente e politicamente ho sempre denunciato, battendomi e sbattendomi contro di esso sin da quando entrai per la prima volta in consiglio comunale. È quindi giusto e necessario che la magistratura, a seguito delle denunce ricevute, operi indagini approfondite sui reati che sarebbero contestati, fermo restando il sacro principio della presunzione di innocenza, cardine della nostra cultura politica. Questo è uno dei motivi per i quali il Pdl sta lavorando ad una riforma profonda del nostro sistema giudiziario, al fine di evitare sbrigative condanne preventive su persone su cui, come nel caso del Presidente Berlusconi, è stato frainteso il ruolo pubblico ed istituzionale da quello privato finendo spesso in un nulla di fatto. Le proporzioni di questa inchiesta e delle persone in essa coinvolte sembrano molto ampie – conclude Girlanda – e pertanto invito l’intera cittadinanza ed il mondo politico locale, regionale e nazionale a seguire con attenzione gli sviluppi di queste indagini, che potrebbero finire per confermare quanto da tempo denunciato da Forza Italia ed Alleanza Nazionale prima e dal Pdl poi riguardo la politica locale, i suoi usi e costumi”.
6) inserito il da mail postata da: Lega Nord- Gianluca Cirignoni
Gianluca Cirignoni interviene sulla vicenda riguardante gli arresti legati
all’indagine della procura di Perugia sulla passata gestione del Comune di
Gubbio. “Dopo ‘Appaltopoli’ e ‘Sanitopoli’ – sostiene
l’esponente della Lega -, i recenti sviluppi dell'inchiesta che hanno
portato all'arresto per associazione a delinquere del vice presidente del
consiglio regionale Orfeo Goracci e di altri otto ex amministratori di
sinistra della città dei Ceri, delineano l'esistenza nella nostra regione di
una sorta di ‘piovra rossa’ che utilizza le istituzioni democratiche come
tentacoli per causare la ‘morte sociale’ delle sue vittime e procurare
ingiusti vantaggi ai suoi affiliati, il tutto con grave danno per la
collettività”. Cirignoni ritiene che in particolare a Gubbio “debba
essere fatta una riflessione anche da coloro i quali, l’opposizione in
Consiglio comunale, avrebbero dovuto fare un’attività di controllo sugli
atti del Sindaco e della Giunta comunale. Confermiamo il nostro pieno
sostegno alla magistratura e agli inquirenti – conclude il capogruppo del
Carroccio - e auspichiamo che l'attuale vicepresidente del Consiglio
regionale rassegni le proprie dimissioni da tale carica”.
7) inserito il da mail postata da: Udc- Consigliere regionale Sandra Monacelli
che hanno visto coinvolti il vicepresidente del Consiglio regionale e una
larga fetta di classe dirigente e politica del Comune di Gubbio, impongono
inevitabilmente delle valutazioni e delle conseguenti decisioni che
restituiscano credibilità alla politica e alle istituzioni e aiutino un
serio processo riformatore, con uomini e metodi nuovi”. Così il capogruppo
regionale dell’Udc, Sandra Monacelli che parla di “accuse molto gravi e
di provvedimenti altrettanto pesanti di restringimento delle libertà
personali. La magistratura, unico soggetto deputato a indagare – aggiunge
-, deve acquisire atti e quindi giudicare e fare il suo corso, ma la politica
non può limitarsi a fare da spettatore. Tutto ciò – spiega - al di là di
stucchevoli e ipocrite prese di distanza, che tendono oggi ad abbandonare
come un pesante fardello chi, fino a ieri, veniva portato ad esempio su scala
nazionale. Condividendone successi e vantaggi, costruiti magari sugli stessi
sistemi di potere noti ma che ora vengono ripudiati, limitandosi a liquidare
la vicenda come semplici responsabilità individuali”.
Monacelli si augura quindi che la risposta istituzionale non sia “tanto
quella delle dimissioni da chiedere al consigliere Goracci dal suo ruolo di
Vicepresidente della massima assise regionale, al solo scopo di sostituirlo
con un altro esponente della compagine di maggioranza, quanto quella di
ricercare soluzioni che superino la contingenza del momento. Soluzioni –
spiega - capaci di dare risposte serie al bisogno di credibilità delle
istituzioni e della politica, aprendo finalmente quel processo riformatore
di cui l'Italia e in particolare l'Umbria hanno bisogno. In qualità di
consigliere regionale, espressione di una forza politica, ritengo invece che
in questo momento non vada sottovalutato il grave rischio per le istituzioni
di un'ulteriore perdita di credibilità e fiducia da parte dei cittadini”.
“La politica – sottolinea Monacelli - deve subito mettere in atto tutte
quelle azioni a salvaguardia del ruolo delle istituzioni e che sappiano
volare alto rispetto alle logiche di nascondere la polvere sotto il tappeto.
Risposte che vanno trovate con uno sforzo supplementare di idee e progetti
per aprire, con uomini e metodi nuovi, la complessa stagione delle riforme.
Sarebbe ingiustificato e inutile – conclude -, oltre che colpevole per il
ruolo che come consiglieri regionali siamo chiamati a ricoprire, il ricercare
semplicemente una soluzione tendente a nascondere o a minimizzare le
difficoltà del momento con semplici prove di forza tra minoranze scontate e
una maggioranza sospesa tra mille divisioni interne e clamorose inchieste
giudiziarie”.
8) inserito il da Carla Spagnoli
La notizia dell’arresto del Vice Presidente del Consiglio Regionale ed ex Sindaco di Gubbio Goracci è un’autentica bomba che cade sulla nostra Regione e mette in luce il metodo di governo delle sinistre in Umbria. Il fatto che sia stato colpito non solo l’ex Sindaco, ma quasi un’intera giunta , evidenzia come ad agire non siano stati singoli personaggi ma un autentico sistema di potere che per decenni ha paralizzato la nostra Regione. Non si può certo parlare di un fulmine a ciel sereno. Scricchiolii del “sistema” già si erano avvertiti con lo “scandalo” che ha colpito la ASL 3 di Foligno. Noi siamo garantisti e perplessi in merito alla custodia cautelare che è uno strumento da usare con estrema cautela. Abbiamo fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, autentico baluardo a difesa di uno dei principali valori in cui Futuro e Libertà si riconosce: la legalità. Ora attendiamo fiduciosi che la Giustizia faccia il proprio corso, ma ciò che è accaduto è di una gravità inaudita, come terribili sono le accuse che vengono mosse all’ex Sindaco Goracci. E’ la denuncia di una gestione “criminale” del potere tesa a piegare i diritti dei cittadini ai propri interessi personali. Se il fatto odierno fosse accaduto con la Giunta Goracci ancora in carica, oggi ci troveremmo di fronte ad un Comune di Gubbio commissariato. Ci auguriamo che ciò che sta finalmente emergendo nella nostra Regione serva di riflessione e motivo di ravvedimento per quanti hanno per decenni affidato il proprio consenso ad una sinistra impegnata esclusivamente a gestire e consolidare il proprio asfissiante potere infischiandosene dei propri cittadini e dei loro diritti !
Perugia, 14.febbraio.2012
Carla Spagnoli
Coordinatore Regionale di Futuro e Libertà Umbria
9) inserito il da forza umbria
10) inserito il da jghibli
11) inserito il da Antonio Gualfucci
È consentita una limitata possibilità di formattazione del testo dei commenti: è possibile inserire link e collegamenti ipertestuali esterni, saranno riconosciuti automaticamente.





1) inserito il da Michael Surace