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giovedì 17 maggio 2012 - 09:48

Salute & Benessere - Spoleto,

OSPEDALE, PRESIDENTE MARINI “NESSUN TAGLIO”, BENEDETTI “PAURA INFONDATA"

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OSPEDALE, PRESIDENTE MARINI “NESSUN TAGLIO”, BENEDETTI “PAURA INFONDATA"

Approvato primariato ostetricia ginecologia. Così la Governatrice all’incontro con i capigruppo spoletini

“Nella programmazione regionale non c’è un atto volto a modificare il ruolo e la funzione dell’ospedale di Spoleto, che resta a pieno titolo nella rete regionale di urgenza-emergenza.  Non c’è nulla che possa far parlare di depauperamento. Come dimostrato anche dagli interventi che mi hanno preceduto del direttore regionale della sanità e del direttore generale della Asl3 che hanno presentato dati certi sulla mole di investimenti e sul potenziamento dell’organico dell’ospedale realizzati negli ultimi tre anni. Ieri su 32 esigenze, di cui 21 richieste di primariato, la Giunta Regionale ne ha autorizzate 7, di cui 6 per turnover e una soltanto come nuova posizione dirigenziale. Ebbene, la più recente sul tavolo della Giunta era quella di Spoleto, dove formalmente il primario di ostetricia è in pensione dal primo febbraio”.
Queste le parole della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini intervenuta oggi a Spoleto per parlare della situazione dell’ospedale. “Non solo” ha aggiunto la Marini “la linea di programmazione che stiamo seguendo a livello regionale è quella di specializzare le funzioni di tutti gli ospedali esistenti per creare un sistema capace di innalzare il livello di qualità della risposta sanitaria complessiva”. Parlando in particolare della questione dei punti-nascita, per la quale il governo ha emanato precise direttive, la Marini ha detto che “Spoleto non solo non corre rischi ma può diventare uno dei nodi sui quali riorganizzare la rete regionale dei punti nascita. Credo” ha concluso “ che il documento che abbiamo discusso sia molto importante perché affronta il tema della programmazione su quei servizi che saranno sempre di più il futuro, perché riguardano i bisogni emergenti della popolazione nel campo dell’oncologia, delle malattie cardio-vascolari, della riabilitazione, delle RSA e delle residenze protette”.
Soddisfazione ha espresso il Sindaco Daniele Benedetti: “È chiaro che le paure su un depotenziamento del nostro nosocomio sono infondate. L’ospedale di Spoleto non solo manterrà i suoi servizi attuali e la sua piena operatività dell’emergenza-urgenza ma le sue eccellenze e le sue peculiarità verranno consolidate e sviluppate per qualificare l’offerta sanitaria del territorio e quindi servire i cittadini di una vasta area. È un dato di fatto che in pochissimo tempo sono state individuate le soluzioni più adatte per sostituire i tre primari andati in pensione nei reparti di radiologia, ortopedia e ostetricia. Con la decisione adottata ieri dalla Giunta regionale si chiude anche il dibattito cittadino che in questi mesi si è sviluppato sull’emergenza del nostro punto-nascita”.
“Ribadisco che non solo il nostro ospedale” ha aggiunto Benedetti “gode di ottima salute ma per la prima volta, dopo che se ne parlava da diversi anni, siamo riusciti a concretizzare un importante obiettivo: quello di sederci insieme intorno ad un tavolo, rappresentanti della politica e dirigenti della ASL, per parlare delle prospettive dei servizi socio-sanitari-territoriali. Lo scopo era quello di condividere un’idea chiara e strategica dello sviluppo dei servizi nei due territori di Spoleto e Foligno, per elaborare un programma che producesse una integrazione effettiva delle eccellenze sanitarie, senza sovrapposizioni e conservando ognuno le proprie le potenzialità. Il tutto con uno sguardo attento all’organizzazione e all’offerta dei servizi socio-sanitari- territoriali soprattutto in questo particolare momento di crisi socio-economica.”
Al centro del summit la discussione di un documento di programmazione sociale e sanitaria redatto da un tavolo tecnico-istituzionale composto dai Sindaci di Spoleto e Foligno, dai rispettivi assessori alla sanità, dai presidenti delle competenti commissioni consiliari, dal dirigente dei servizi socio-sanitari della ASL3, dai direttori sanitari dei due nosocomi e dai responsabili dei servizi territoriali della ASL di Spoleto e Foligno.
Un tavolo quello di oggi che il Sindaco Benedetti, dopo due incontri tecnici, ha voluto allargare alla Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, al Direttore Regionale della Sanità Emilio Duca, al Direttore Generale ASL3 Gigliola Rosignoli. Hanno partecipato inoltre il Sindaco di Foligno Nando Mismetti, il consigliere regionale Franco Zaffini la presidente della commissione consiliare sanità del comune di Foligno, la presidente e l’ufficio di Presidenza del comune di Spoleto e i capigruppo consiliari.
L'obiettivo era una prima valutazione del documento che era stato richiesto dal consiglio Comunale di Spoleto per definire al meglio le eccellenze e peculiarità nel sistema integrato dei servizi socio-sanitari e due presidi ospedalieri. Il documento, per quanto riguarda l’ospedale spoletino, contiene alcuni punti fermi: il mantenimento della caratteristica principale del nosocomio cioè l’Emergenza Urgenza; riconosce il livello raggiunto con la chirurgia robotica e mininvasiva e l’alta qualità del percorso assistenziale del paziente oncologico.  Per quest’ultimo servizio, visto il numero di pazienti trattati, si richiede l’attivazione di un primariato di oncologia a Spoleto. Viene inoltre riaffermato il ruolo centrale della radioterapia, altro servizio che serve tutta la regione. E non manca il pieno riconoscimento  dell'hospice, il primo servizio di assistenza per i malati terminali ad essere aperto in Umbria che ha ottenuto nel dicembre 2010 la certificazione di qualità  ISO:9001. Oltre al mantenimento del punto nascita, nel testo redatto dal tavolo tecnico-istituzionale, rimangono condizioni essenziali: la continuità operativa e l’implementazione di nuovi servizi dell’area medica e di quella chirurgica, di cui fa parte un’altra eccellenza della città del Festival, il servizio di ortopedia.
 

Commenti

1) inserito il 23 marzo 2011 alle ore 18:07 da Mail postata da: Andrea Bartocci Segretario Pd-Spoleto

In un sistema sanitario nazionale reso sempre più precario dai tagli imposti dal governo, l’incontro svoltosi ieri a Spoleto con la Presidente Catiuscia Marini ha rappresentato un momento di grande valore e di enorme importanza per la nostra città e per il nostro ospedale.
È fondamentale, soprattutto dopo passaggi di questa levatura, sgombrare il campo da ogni ambiguità o fraintendimento: i fatti e le analisi che sono state esposti hanno delineato non solo lo stato di buona salute della nostra sanità a livello regionale, ma hanno anche ribadito la positività del lavoro svolto in questi anni dalla ASL 3.
Ci troviamo di fronte ad un ospedale dove, nel tempo, sono stati effettuati investimenti importanti per garantire e migliorare i servizi erogati nel nostro territorio e dove è stato possibile avviare un percorso di valorizzazione delle professionalità: parliamo di fatti che credo sia difficile, se non impossibile, mettere in discussione.
Tutto questo ritengo rappresenti un valore aggiunto per il sistema dei servizi socio-sanitari di Spoleto, un fattore che può essere punto di riferimento anche per gli altri territori. In questo quadro sono state di grande importanza le analisi presentate ieri dalla Presidente Marini, non solo perché parlano del punto nascite di Spoleto quale nodo su cui riorganizzare la rete regionale, ma anche perché confermano l’impegno della Regione a far sì che l’ospedale di Spoleto, come nel caso del reparto di Ostetricia e Ginecologia, mantenga inalterate le figure professionali e i servizi avuti fino ad oggi.
Ovviamente ci aspettiamo che la nomina del primario arrivi quanto prima, e gli atti della Regione vanno proprio in questa direzione, ma non possiamo dimenticare, vista soprattutto l’evoluzione a cui assistiamo nel campo dell’oncologia, di avere al San Matteo un reparto tecnologicamente molto avanzato che può vantare professionalità che ci invidiamo ovunque.
È chiaro che anche in futuro il Partito Democratico continuerà a vigilare e a monitorare la situazione della sanità a Spoleto, perché si tratta di garantire un diritto che riguarda tutti i cittadini. Ma deve essere altrettanto chiaro che le strumentalizzazioni a cui abbiamo assistito in queste settimane, tutti gli allarmismi con cui si è cercato di ottenere solo una maggiore visibilità personale, non potranno mai essere utili al perseguimento di questo obiettivo, perché le garanzie che i cittadini pretendono dal sistema sanitario pubblico non possono certo essere assicurate attraverso comportamenti che ritengo siano stati assolutamente irresponsabili.



2) inserito il 24 marzo 2011 alle ore 10:18 da mail postata da: Sergio Grifoni- Prima Spoleto- consigliere comunale

Il recente incontro con la Presidente della Regione, Catiuscia Marini, e con tutto lo Staff sanitario del territorio, è stato un primo importante passo verso la definizione del futuro assetto operativo e strategico del nostro Ospedale.
Per onore di verità, è bene ricordare però che tale appuntamento non è nato per iniziativa improvvisa di qualcuno, ma solo grazie alla mobilitazione di Associazioni e singoli soggetti che, costantemente, hanno monitorato lo stato dell’essere del nosocomio spoletino, nonchè ai capigruppo consiliari che hanno recepito tale esigenza.
Preciso questo perché, anche nell’incontro su richiamato, qualcuno ha voluto nuovamente stigmatizzare il comportamento “deleterio” di chi alimenta “falsi allarmismi” ed “infondate denunce”.
Probabilmente se non ci fossero stati tali allarmismi, non ci sarebbe stato nemmeno l’incontro!
Detto questo, entro nel merito specifico.
Anche se è stato importante incontrarsi per la prima volta tra Foligno e Spoleto, non è oro tutto ciò che si vuol far luccicare.
E lo dico con sincero spirito costruttivo e senza polemica precostruita.
Primo perché la Presidente non ha apportato nulla di nuovo, ribadendo a parole ciò che aveva dichiarato qualche giorno prima agli organi di stampa, ovvero che fa fede il Piano Sanitario Regionale e non c’è nulla da temere per Spoleto.
Assicurazioni che ci vengono fornite ormai da anni. Sempre a parole.
Secondo perché, a mio avviso, per stare nei margini di sicurezza per la sanità nel nostro territorio, tanta strada deve essere ancora fatta, dal momento che il documento presentato non può essere considerato esaustivo.
Per il semplice motivo che, se così fosse, sarebbe penalizzante per noi.
E’ un pensiero personale, al quale credo fermamente e che, uscendo fuori dal coro, ho avuto modo di esternare nella riunione in parola.
Nel documento di che trattasi, a mio avviso, è palese la volontà di fare, del nostro Ospedale, fermo restando l’emergenza urgenza, un Polo Oncologico specializzato.
E’ vero che resteranno i vari reparti (Chirurgia, Medicina, Radiologia, etc.), ma, fra qualche anno, saranno principalmente finalizzati all’oncologia.
Perché questa, e solo questa, nel tempo diventerà l’eccellenza del nostro ospedale, collegata al servizio di radioterapia ed a quello prezioso dell’Hospice, mentre, per tutto il resto, sempre come eccellenza, si farà riferimento a Foligno.
Sbaglio o quello che avevamo chiesto era la suddivisione equa delle eccellenze fra i due ospedali?
Non in forma paritaria, perché sappiamo che Foligno è una realtà demograficamente superiore a Spoleto, ma nemmeno con una evidente disparità come, sempre a mio modesto avviso, appare nel documento discusso.
Sia ben chiaro, quella del comparto oncologico può anche essere una scelta strategica, ma è opportuno che si sappia che poi si rinuncia a tutto l’altro come fornitura apicale di servizi.
Mi hanno risposto che non è vero: staremo a vedere!
E poi mi chiedo: ma perché non si è portato avanti il progetto del Polo Oncologico quando, qualche anno fa, esisteva l’interesse del prof. Veronesi ?
Una realtà, quella sì, che avrebbe avuto un respiro, non solo regionale, ma internazionale.
Oggi si vuol fare la stessa cosa, con persone altamente qualificate, ma senza Veronesi.
E lo si vuol fare in forma palesemente riduttiva, limitata cioè alla sola ASL3.
Non si dica poi che i perugini verranno a Spoleto per simili patologie, perché sarebbe una tesi difficilmente sostenibile e credibile.
E’ stato detto no ad un grande progetto di prospettiva e di vera eccellenza, ed ora ci “accontentiamo” di una realtà, importante si, ma indiscutibilmente di minor valore.
Anzi, si cerca di farla passare come qualcosa di innovativo e strabiliante.
E’ vero che ci hanno detto che conserveranno il punto nascite, ma ci hanno anche voluto ricordare che non abbiamo comunque i parametri per mantenerlo.
Ciò significa che tale servizio è una concessione e non un diritto, e quindi, in qualsiasi momento, potrà essere soppresso.
Per queste ragioni (e per altre minori che tralascio) il documento elaborato non può essere considerato finale.
Ci dovranno essere per forza di cose nuovi incontri, nuovi confronti, nuove elaborazioni ed integrazioni.
Sul nostro piatto della bilancia dovremmo assolutamente far aggiungere qualche altra “vera” eccellenza ospedaliera e del territorio.
Ed è bene che lo si faccia a “giochi” iniziati, e non a giochi fatti.-


3) inserito il 24 marzo 2011 alle ore 14:18 da basilio rapucci

Ritengo che i commenti positivi espressi da alcuni rappresentanti del partito di maggioranza, tra i quali spicca quello del segretario del P.D., siano completamente fuori luogo.
Il sottoscritto di norma è ottimista, e nel caso specifico non ha alcun interesse nè diretto nè indiretto a polemizzare con il partito di maggioranza.
Premesso ciò ritengo che il problema del nostro ospedale non solo non è stato risolto con l'incontro fatto con la Presidente Marini che per l'occasione era coadiuvata da altri Manager politici dell'USL regionale, ma non è stato neanche impostato.
Mi permetto di replicare al Sig. Bartocci, che i problemi devono essere impostati sulla base dei progetti, e per l'ospedale di Spoleto non ho potuto leggere neanche una sola parola che provenisse da questa fonte.
Rinnovo il mio pensiero sull'argomento.
Il progetto di un ospedale unico Foligno Spoleto, poteva essere anche condiviso, ma il tutto doveva essere progettato tenendo conto di tutti gli aspetti, tra i quali risulta basilare anche il luogo dove farlo sorgere, e questo doveva far parte di questo progetto.
Bartocci oggi su questo argomento, ci dovrebbe far capire quale sia il Suo pensiero in merito.
Per concludere mi piacerebbe capire se per i nostri politici di maggioranza, che manifestano la Loro soddisfazione perchè forse nomineranno qualche primario, se pensano che Spoleto dopo secoli debba rinunciare al suo ospedale, per farsi assistere dall'ospedale di foligno-Montefalco-Bevagna.
Ringrazio in anticipo per i chiarimenti che riceveremo.
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