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lunedì 21 maggio 2012 - 20:32

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CONCORSO 4 DIRIGENTI, GIUNTA BENEDETTI CI RIPENSA “E’ TUTTO IN REGOLA”

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CONCORSO 4 DIRIGENTI, GIUNTA BENEDETTI CI RIPENSA “E’ TUTTO IN REGOLA”

Lunga nota del Comune. Riconfermata piena fiducia all'operato del segretario generale. Opposizione e sindacati sul piede di guerra

Pensa che ti ripensa, alla fine il Comune partorì. Ci sono voluti infatti 4 giorni alla Giunta di Spoleto per dire che i Bandi di concorso per l’assunzione di 4 dirigenti – così come pubblicati lo scorso 31 agosto (scadono il 30 settembre) – sono a norma di legge....comunale.Non c’era certo bisogno di farsi venire le occhiaie come due borsoni da tennis per dire quello che i più avevano capito leggendo gli avvisi concorsuali. Quello invece che non è stato chiarito è come siano stati fissati alcuni requisiti che sembrano “salvare” la partecipazione di alcuni dei “precari” in forza al municipio festivaliero. Perchè se è vero che la Legge Brunetta prevede l’accesso ai Concorsi solo per chi abbia già maturato esperienze dirigenziali nel comparto del pubblico impiego o dell’industria privata per almeno 5 anni, la stessa norma lascia agli Enti locali la possibilità di adeguare tale principio alle proprie “peculiarità”. E così una delibera di Giunta dello scorso marzo, tre mesi prima della pubblicazione dei Bandi, si è adeguata alle disposizioni del Ministro Brunetta fissando per l’assunzione dei dirigenti il requisito di una esperienza almeno triennale.Il fin troppo lungo comunicato stampa diramato nel tardo pomeriggio di oggi non chiarisce la scelta: perchè 3 e non 1, 4 o, ad esser precisi come recita la Legge, 5 anni? O magari anche nulla, se possibile, rendendoli così accessibili a disoccupati o impiegati in carriere non direttive?

I bene informati malignano che la scelta dei 3 anni non è casuale: una norma ad hoc che salverebbe, il condizionale è d’obbligo, la partecipazione di almeno un paio di dirigenti di nomina che non avrebbero avuto i fatidici 5 anni di incarichi dirigenziali previsti dalla Legge Brunetta. A sfogliar le recenti Gazzette Ufficiali comunque ci si accorge che quasi tutti i comuni – recentemente Erba e Genova - attuano il criterio dei 5 anni.

Resta comunque inspiegabile come la Giunta abbia voluto approfondire il contenuto dei Bandi solo il giorno dopo la loro pubblicazione e a due settimane di distanza dalla stesura degli atti propedeutici all'avvio delle procedure.

Pur smentita oggi, la notizia che gli amministratori avessero ben altre indicazioni diverse sui Bandi (aperto anche ai disoccupati) è cosa certa. Non si spiegherebbe altrimenti lo sconcerto del sindaco, ma anche del vice Rossi e di almeno un paio di assessori (Cerami e Cerasini), all’indomani dell’uscita sul sito e sulla Gazzetta Ufficiale. Tanto da aver spinto il portavoce Fausto Libori ad un tempestivo comunicato stampa (clicca qui).

La vicenda ha comunque già sollevato un vespaio di polemiche - dall’opposizione (Pdl, Rinnovamento e Gruppo Misto) agli stessi sindacati di Cgil e Cisl che hanno rivendicato il diritto ad essere almeno informati sulle procedure che sono state avviate - ed è pressochè certo che se ne risentirà ancora parlare a lungo.

La nota stampa odierna ribadisce infine la piena fiducia della Giunta nell’operato del segretario generale, il dottor Paolo Ricciarelli, che aveva firmato i bandi. Una scelta 'obbligata', quella della firma da parte del segretario, dal momento che sia il d.g. Angelo Cerquiglini, sia il vice segretario Vincenzo Russo - che già in passato avevano firmato altri Avvisi di selezione pubblica - non avrebbero potuto firmare i Bandi essendo potenzialmente interessati a partecipare agli stessi.

Sull'affaire 'concorsi' comunque sembra scattato l’ordine di scuderia per tutti gli assessori e per il portavoce di non rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Dunuqe i Bandi, così come pubblicati, s'hanno da fare e non resta che attendere il prossimo dicembre per conoscere i nominativi dei vincitori.

Ecco il testo del comunicato dirmato questo pomeriggio:

La Giunta ha concluso il riesame dei bandi per il concorso pubblico per quattro posizioni dirigenziali. Trattandosi degli ultimi concorsi effettuabili prima che entrino in vigore le nuove disposizioni approvate dal governo che di fatto bloccano tale possibilità per i prossimi anni, l’esecutivo ha voluto aprire una ulteriore riflessione per assicurarsi che i criteri con cui la dirigenza ha predisposto i bandi rispondessero a due esigenze fondamentali: che siano bandi pubblici effettivamente aperti e che siano funzionali ad individuare buone professionalità. Ciò è tanto più importante per l’organico di un comune che allo stato attuale dispone di soli tre dirigenti di ruolo, mentre la “ riforma Brunetta” da qui in avanti autorizza il ricorso a contratti esterni per una percentuale minima. Nel caso di Spoleto dal prossimo mandato amministrativo sarà possibile avvalersi di un solo dirigente a contratto.

Durante tutta la discussione, avviata già mercoledì scorso, non è mai venuta meno la fiducia nell’operato del segretario generale, responsabile della procedura. Fiducia che la giunta ha unanimemente ribadito venerdì sera al termine della seduta quando l’esecutivo ha concluso la verifica dell’efficacia dei bandi rispetto alle esigenze dell’amministrazione che fin dal primo momento sono state quelle di garantire non semplicemente bandi pubblici, come è ovvio che sia, ma bandi aperti e funzionali ad individuare le migliori professionalità tra un’ampia platea di potenziali concorrenti. Nell’emanazione dei bandi ci si è attenuti alle normative nazionali ed ai regolamenti comunali vigenti, a cominciare dai requisiti di partecipazione. Va sottolineato con chiarezza che le procedure attualmente bandite sono aperte, infatti possono accedere:

- I laureati in possesso di un’esperienza triennale in posti di qualifica dirigenziale negli enti pubblici;

- I funzionari pubblici che oltre alla laurea hanno ricoperto un ruolo di posizione organizzativa per almeno tre anni;

- I laureati che vantino un’ esperienza almeno triennale da dirigente nelle aziende private.

Rispetto alla normativa nazionale di principio, quindi, si riduce il periodo di esperienza da cinque a tre anni richiedendo che la stessa sia relativa all’impiego pubblico ameno in ruoli intermedi (cc.dd. posizioni organizzative) ed inoltre, come detto, si apre alle esperienze effettuate come dirigente nel mondo delle aziende private andando incontro al processo di “aziendalizzazione” degli enti pubblici. L’effetto che si ottiene è quello di rivolgersi a migliaia di soggetti potenzialmente interessati e muniti dei titoli richiesti (in Italia i soli comuni sono più di ottomila). Nel merito l’esecutivo non ha riscontrato carenze come il palesato mancato rispetto delle direttive della Giunta, né tantomeno quelle anomalie nei bandi stessi che nei giorni scorsi da più parti erano state ventilate: la prima relativa al requisiti di partecipazione (una determinata esperienza triennale oltre alla laurea) posta appunto come requisito anziché come titolo di servizio valutabile; la seconda relativa alla sovrapposizione dei tempi nella pubblicazione dei bandi di concorso rispetto agli avvisi di mobilità volontaria per gli stessi posti, già precedentemente pubblicati. I vari aspetti sono stati esaminati punto per punto ed i dubbi sollevati sono stati fugati attraverso l’esame dell’articolato dei bandi ed il contestuale confronto con la normativa vigente. Questo, andando con ordine, il resoconto nel merito.

L’accesso ai ruoli della dirigenza pubblica è disciplinato dall’art. 28 del D.Lgs. 165/2001, come modificato, da ultimo, dalla legge 150/2009 (c.d. “Legge Brunetta”). Tale articolo, indirizzato direttamente alle amministrazioni statali, stabilisce testualmente che 'L’accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene per concorso per esami indetto dalle singole amministrazioni ovvero per corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione. Al concorso per esami possono essere ammessi i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio o, se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o del diploma di laurea. Per i dipendenti delle amministrazioni statali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio è ridotto a quattro anni. Sono, altresì, ammessi soggetti in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell'articolo 1, comma 2, muniti del diploma di laurea, che hanno svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali. Sono, inoltre, ammessi coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni, purché muniti di diploma di laurea. Sono altresì ammessi i cittadini italiani, forniti di idoneo titolo di studio universitario, che hanno maturato, con servizio continuativo per almeno quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea'.

L’art. 27 dello stesso D.Lgs. 165/2001 precisa che le pubbliche amministrazioni diverse da quelle statali, fra cui i Comuni, nell'esercizio della propria potestà statutaria e regolamentare, adeguano ai principi di cui sopra i propri ordinamenti, tenendo conto delle relative peculiarità. Il Comune di Spoleto, con deliberazione di Giunta Comunale n. 71 del 17/03/2010, ha appunto inserito nel proprio Regolamento Uffici e Servizi l’art. 37ter relativo ai requisiti per l’accesso alla qualifica dirigenziale, adeguando a quei principi la propria disciplina e prevedendo che, oltre alla laurea, sia necessario il possesso di una esperienza triennale in posti di qualifica dirigenziale o direttiva con ruolo di posizione organizzativa o equivalente nell’ambito della pubblica amministrazione, in enti o strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n° 165, in enti od organismi internazionali, o in posti di qualifica dirigenziale in strutture private. Nelle procedure per l’assunzione dei dirigenti il concorso è per soli esami ragion per cui, per le motivazioni giuridiche sopra illustrate, il requisito specifico dell’esperienza è (non potrebbe essere altrimenti) requisito di partecipazione. In sostanza sono molto diverse le professionalità richieste per ricoprire una funzione dirigenziale rispetto alla funzione di una categoria inferiore. Quanto infine alla contestata sovrapposizione dei tempi nella pubblicazione dei bandi di concorso rispetto agli avvisi di mobilità, la norma prevede che la verifica del personale in disponibilità nonché l’esperimento di procedure per la mobilità volontaria siano propedeutiche all’espletamento dei concorsi pubblici; per maggiore chiarezza: se con le prime due procedure si individuano i soggetti professionalmente adatti, non si assume più per concorso. Con il solo fine di ottenere economie sui tempi di svolgimento dell’intera procedura e mantenendo l’assoluta legittimità della stessa, che in base alle vigenti disposizioni normative dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2010, sono stati avviati contestualmente i diversi procedimenti inserendo nei bandi di concorso, ovviamente, una specifica clausola che ne prevede la revoca qualora il personale interessato venga assunto per mezzo di riscontro positivo sul personale in disponibilità o tramite mobilità volontaria”.    

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Commenti

1) inserito il 05 settembre 2010 alle ore 09:44 da sherlock

visto mai che l'ex dirigente al sociale, nominato a novembre scorso, si è dimesso a maggio per questo? aveva saputo che non avrebbe avuto i titoli per tentare la stabilizzazione? e poi con una sola nomina da fare, Benedetti chi avrebbe scelto: Risoldi o Frontalini?

2) inserito il 05 settembre 2010 alle ore 13:53 da commerciante

QUESTO E IL PAESE DEI VITELLONI!!! E RACCAPRICCIANTE ESSERE AMMINISTRATI DA ST'INCAPACCI CHE SE MAGNANO LA PIGNA CON TUTTA LA COLLA!! CMQ AGLI SPOLETINI BEN GLI STA'...NON HANNO VOLUTO CAMBIARE? TENETEVELI ORA!!!

3) inserito il 07 settembre 2010 alle ore 08:32 da stufa...

concordo con "commerciante"

4) inserito il 08 settembre 2010 alle ore 10:54 da pluto

Concordo in toto con i Signori dell'opposizione che hanno sollevato il problema, gli altri non lo avevano visto forse? sono sempre loro i primi

5) inserito il 15 settembre 2010 alle ore 11:46 da tiberio

dopo la padania abbiamo la spoletinia ; a domanda al funzionario " qual'è la ragione per cui avete inserito come requisito necessario per l'accesso alle figure di dirigente del Comune ( cosa che non ha fatto di recente per es. la Provincia di Perugia )il triennio come P.O.= la risposta " così ha previsto il nostro regolamento " Dalla dottrina e dalle giurisprudenza :sulla materia riguardante l’organizzazione e, specificamente, la regolamentazione dell’accesso ai posti di lavoro, dirigenziali o meno, occorre prendere atto che non può sussistere alcuna riserva regolamentare o statutaria in favore degli enti locali. Purtroppo non ho il tempo ed i soldi per ricorrere attendo peraltro che altri si ribellino a tale scandalo
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