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sabato 11 febbraio 2012

Economia & Lavoro - Generale,

MANOVRA FINANZIARIA: CISL SCUOLA DURA SUI TAGLI ALLE RETRIBUZIONI DEGLI INSEGNANTI

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MANOVRA FINANZIARIA: CISL SCUOLA DURA SUI TAGLI ALLE RETRIBUZIONI DEGLI INSEGNANTI

Il Sindacato " Un carico eccessivo ed iniquo sulle spalle dei lavoratori della scuola ancora una volta colpiti"

La Cisl Scuola si mobilita contro l'ennesimo attacco ai lavoratori della scuola. "Siamo consapevoli -ha affermato il segretario generale regionale Cisl Scuola Ivana Barbacci- che la manovra correttiva alla Finanziaria, firmata dal Presidente della Repubblica, sia allo stato attuale necessaria per intraprendere un percorso di risanamento del debito pubblico, ma siamo altrettanto consapevoli che gli effetti della stessa non possono e non devono ricadere sul personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) che ha già subito gli effetti dei tagli del Decreto Gelmini- Tremonti. In Umbria -ha fatto sapere Barbacci- si tratta di 2 mila 8cento 98 docenti della scuola superiore,  3 mila 11 della scuola primaria, mille 8 cento 28 docenti della scuola media e mille 4 cento 93 della scuola dell'infanzia". La Cisl Scuola invoca risparmi significativi a partire dai costi della politica, che incidono sulla macchina organizzativa delle istituzioni locali.

"Se la manovra dovesse essere approvata in via definitiva, oltre al rinvio del rinnovo contrattuale -ha spiegato il segretario della Cisl Scuola- il solo blocco delle progressioni economiche costerà ad una maestra, che abbia maturato un'anzianità di carriera di 28 anni, la cifra di 2 mila 6 cento 14 euro all'anno. Mentre un dirigente pubblico, con una retribuzione di 130 mila euro, se ne vedrebbe ridotti solo 2 mila. Così facendo si colpisce duramente una retribuzione universalmente ritenuta inadeguata e lo si fa in una situazione già fortemente segnata dall'aggravio delle condizioni di lavoro, causate dagli effetti della pesante manovra sugli organici". La Cisl Scuola ritiene che la manovra finanziaria debba essere guidata da segnali di rigore e di equità, tenendo soprattutto conto dei diversi livelli di sopportabilità dei sacrifici. "Questi -ha spiegato il segretario- sono ovviamente ben diversi a seconda dei livelli di reddito".

"E' un buon risultato -ha concluso Barbacci- aver ottenuto la garanzia di assunzione -in due anni- a tempo indeterminato per 20 mila lavoratori della scuola, in un contesto che vede il blocco generalizzato del tour-over. A questo punto, la Cisl Scuola a partire dall'assemblea nazionale dei delegati del 5 giugno attiverà sul territorio tutte le azioni di mobilitazione nel segno della rivendicazione di una doverosa equità, in stretta coerenza con l'assunzione di atteggiamenti responsabili propri del nostro agire sindacale".

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Commenti

1) inserito il 02 giugno 2010 alle ore 18:01 da Francesco

Come fa il ministro Gelmini a difendere la manovra che penalizza fortemente i lavoratori della scuola? Diventa sempre più evidente che stiamo diventando una categoria che la classe politica vuole "punire". Preferiscono colpire gli insegnanti perchè sanno che non alzano mai la testa! In compenso con la riforma delle superiori ci chiedono un carico di lavoro sempre più oneroso. Tutto questo secondo il ministro è giusto ed onesto!

2) inserito il 05 giugno 2010 alle ore 16:28 da Un alieno

Perché non istituzionalizzare il principio dello stipendio variabile? Ai bravi di più che ai meno bravi? Perché i dirigenti di istituto non istituzionalizzano, nella autonomia dei singoli istituti, la "pagella del docente" nella quale gli studenti, i colleghi e il preside possano esprimere un voto su ogni singolo dipendente scolastico? Sarebbe interessante leggere i voti sulla bacheca della scuola. Perché la scuola non si apre di più al confronto coi professionisti per le materie che lo consentono, al fine di insegnare qualche cosa di pratico agli studenti e nel contempo attivare un confronto tra la cultura dei docenti e quella degli esperti che operano nella società? Agli insegnanti più preparati un aumento di stipendio, agli insufficienti una riduzione e corsi integrativi, se vogliono migliorarsi. Se le insufficienze sono troppe ... bocciati! E così di seguito ogni anno.

3) inserito il 25 giugno 2010 alle ore 00:26 da paola

Osservazioni giuste e legittime, le condivido anch'io docente i un liceo,che insegna al triennio. Ma, ahimè, poco concretizzabili. Come si potrà essere veramente sicuri dell'oggettività dei giudizi stilati da studenti e presidi di fronte a colleghi dal comportamento ,almeno apparentemente, integerrimo? Chi potrà sapere se, e in quale misura, le sufficienze o,viceversa le insufficienze,date da un docente ad alunni in vena di " valutazione", ne potranno alterare o sublimare l'immagine? Qual è l'insegnante veramente preparato oggi, visto che non possiamo più parlare di didattica " di mera trasmissione" del sapere? In merito al confronto tra docenti ed esperti, mi sembra che Lei,alieno ( ma perchè alieno?), mi scusi se glielo dico, sia davvero poco informato e per nulla aggiornato sul mondo del confronto scuola - esperti, o almeno sembra che il suo orizzonte sia limitato a certe scuole "tecniche": almeno nella mia scuola, sono anni che vengono invitati "esperti" e rappresentanti di settori diversi e più o meno tutti hanno constatato come sia diverso l' essere "esperto" in qualcosa e "il saper insegnare" . Questo fa si, a mio parere" che il vero, bravo insegnante è proprio chi non ritiene mai di essere veramente "esperto" in qualcosa!
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