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sabato 11 febbraio 2012

Politica - Spoleto,

PALAZZO POSTERNA, ANDREANI “FINITO IL SACCO DI SPOLETO”. CALABRESI “UN GRANDE GIORNO”

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PALAZZO POSTERNA, ANDREANI “FINITO IL SACCO DI SPOLETO”. CALABRESI “UN GRANDE GIORNO”

Candidato Idv si rivolge a Loretoni e alla Lega Nord per proporre una Commissione di inchiesta. Il ricordo degli ‘eroi’ (Foto). Aggiornamenti: E' BUFERA POLITICA (nei Commenti)

di Carlo Vantaggioli

La sentenza sul mostro della Posterna scatena una vera e propria ridda di commenti e prese di posizione. Di questo pomeriggio il duro intervento del Consigliere regionale dell'IdV, Oliviero Dottorini che ha usato parole che non lasciano dubbi su come il partito di Di Pietro intende gli effetti della sentenza del Tribunale di Spoleto. Come pure quello di Legambiente.

Ma a  tener banco stamani è stata la conferenza stampa convocata da Alfredo Andreani, candidato al consiglio regionale per l'Italia dei Valori, e dall'ex consigliere del Pdci Gianpiero Calabresi (che sostiene la candidatura di Andreani), ed incentrata sulle "vere resposabilità politiche" che si nascondono dietro l’affaire del Palazzo.  

"La sentenza sul mostro della Posterna - dice Andreani - mette fine al sacco di Spoleto. Che ha avuto mandanti politici precisi e che appartengono alla vecchia amministrazione, l'ex sindaco Massimo Brunini e l'ex assessore ai lavori pubblici Giancarlo Cintioli". L'attacco è di quelli che  non lasciano scampo, anche se non è ben chiaro che c’azzecca – per dirla nello stile dipietrese – l’ex assessore Cintioli (la 1a autorizzazione a costruire, poi bocciata dalla soprintendenza, è del 8 giugno 2005, quando era già stato eletto in consiglio regionale).

Ovviamente non sfugge che Cintioli (Pd) è il diretto avversario di Andreani nella corsa allo scranno di Palazzo Cesaroni. Come non sfugge l'insolita presenza bipartisan che vede in sala il capogruppo della Lista Rinnovamento, Angelo Loretoni, e Alberto Chiarle della Lega Nord.

Che il leghista doc e quello in erba (clicca qui) vogliano sostenere Andreani nella corsa verso Perugia? Difficile crederlo, anche se Andreani vanta buone amicizie nel centrodestra spoletino.

Nella insolita reception di Villa Redenta, dove si tiene la spartana conferenza stampa, c'è anche Agostino Pensa sempre combattuto fra Pd, Prc e Idv. 

Andreani e Calabresi ricordano tutto il loro percorso contro il progetto del "mostro" per il quale, politicamente parlando, sostengono di aver pagato un prezzo altissimo, venendo messi in disparte dall’ex partito Ds.

Con il consueto tono epico, Calabresi dice che "oggi è un grande giorno". E giù a ricordar tutti coloro che hanno partecipato alla battaglia: dall'ex parlamentare Katia Bellillo, all'On. Pietro Folena, al prof. Mario Torelli. Una sorta di lista degli eroi, che, in quanto tali, meritano di esser ricordati a guerra finita. Ma è la guerra o la battaglia ad esser finita?

Calabresi elogia anche quella stampa (come se ci fosse stato chi non ha seguito le vicende della Posterna) che ha portato avanti la battaglia, indicando così, senza mai citarlo direttamente, un giornalista in particolare: che poi si trattasse del suo ex adetto stampa, è un altro discorso.

"Noi abbiamo sempre difeso il territorio ed il paesaggio - aggiunge enfatico Calabresi -, se fossi il sindaco mi preoccuperei di non lasciare aperta la ferita della Posterna". E' l'ora per un coupe de theatre "prego l'amico Angelo Loretoni di riferirlo in Consiglio e a chi lamenta di aver speso soldi, dico che ha ragione solo se ha rispettato le regole". 

Calabresi è un fiume in piena e va oltre: "se mi chiedessero di scegliere fra diventare sindaco o vincere la battaglia contro il mostro, scelgo di vincere la battaglia". Che poi l’ultima volta che c’ha provato (a fare il sindaco) gli sia andata male, è un’altra questione.   

Confortato dalla possibile sponda loretoniana, Andreani chiede "all'attuale amministrazione, che si dice sugli organi di stampa 'preoccupata', di nominare una Commissione di inchiesta che faccia luce su tutte le questioni urbanistiche in sospeso, ivi incluso l'ippodromo di Poreta e il campo da golf di Torregrossa. Questo per fare chiarezza ed evitare ai cittadini altre sorprese".

Un invito che rischia di mettere in imbarazzo il sindaco Benedetti, che con le nomine ultimamente soffre un po' per la lunga fila dinnanzi alla sua porta di chi va cercando una poltroncina. Figurarsi poi per un posto in una Comissione di inchiesta. Andreani, cala l'asso di coppe e butta lì: "abbiamo chiesto l'accesso agli atti per visionare l'atto di donazione con il quale  è stato dettagliato l'utilizzo del terreno".  A chi obietta che i due votarono, Pensa incluso, il Piano attuativo nel 1999, Andreani, allora consigliere comunale, ribatte: "abbiamo solo votato il valore del concambio dell'esproprio. Un Consiglio comunale non si occupa del progetto e della sua realizzazione, ma degli indici di edificabilità e dell'area dove sarà realizzata l'opera. L’indice che noi votammo era diverso da quello poi attuato per la costruzione. Per il resto ci sono i tecnici e gli uffici preposti".

Andreani e Calabresi concludono l’incontro ribadendo che la loro iniziativa è verso il “valore politico” delle azioni attuate dalle varie amministrazioni comunali per il Palazzo della Posterna. Ma a toccar i valori della politica, di questi tempi, c’è rischio di aprire una voragine altrettanto grande quanto quella della Posterna. Parafrasando, si potrebbe dire che "è solo campagna elettorale baby".

(modificato il 10.03.2010) 

 

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Commenti

1) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 20:43 da lucrezia_ro

2) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 21:04 da Dedalo

Perchè non cerchiamo tutti di volare un pò più in alto, a volo d'uccello, come diceva Leonardo. Allora il Palazzo della Posterna si noterebbe appena, si noterebbe invece tutto il "baraccume" lungo le strade, lo squallore della periferia, e delle campagne abbandonate, ed infine lo sciattame dei cartelloni pubblicitari ecc.ecc. Povera Spoleto!

3) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 21:53 da lucrezia _ro

adesso tutti sul carro dei vincitori...invece solo merito esclusivo della magistratura..sperando che la sentenza venga mantenuta in tutti i gradi di giudizio!!!..anzi, demolizione completa...

4) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 23:10 da Alessio

Finalmente ce l'abbiamo fatta, abbiamo ottenuto quello che volevamo...e il bene della citta'. E ora intavoliamo una nuova battaglia per far abbattere il ponte delle torri...e' uno scempio, un opera mostruosa che collega due montagne....br che orrore...subito dopo, l'hotel dei duchi e poi passiamo al teatro nuovo.

5) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 11:53 da michele fabiani è il solo vincitore

Questa battaglia l'hanno vinta tutti. Ma se c'è un solo vincitore da citare, questi è michele fabiani. non certo il partito dei giudici

6) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 12:06 da mot

piena solidarietà hai costruttori:troppe cose ci sarebbero più gravi da condannare. lucrezia vai a lavorare!!!

7) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 12:18 da postato da Aurelio Fabiani per Casa Rossa

In piena campagna elettorale il candidato Andreani si fa portavoce della battaglia di tutti contro l’ecomostro. E chi glielo ha chiesto? Noi chi? poi. Nella battaglia contro l’ecomostro l’Italia dei Valori non c’era, quindi non parla del suo ultimo partito. Nel Presidio durato un mese non l’abbiamo mai visto, quindi il noi non significa neanche io e Calabresi, perché avrebbe dovuto dire al massimo, lui, che invece qualche volta c’è stato. Io, Andreani, nella battaglia contro l’ecomostro, me lo ricordo poco, poco, una volta si, sul palco, l’ho visto nelle foto, io ero a Roma a protestare contro Bush. Mi ricordo invece la presenza col sole e con l’acqua, in gelo e in caldo, di Micael Jachob, Daniela De Gregorio, Giancarlo Donati, Simonetta Bandini, Stefano Petruccioli, Marina Del Bello, Stefania Catoni, Michele Fabiani. Dice Andreani: “Noi eravamo in consiglio comunale, ma il consiglio comunale non approva i progetti. I progetti sono di competenza degli organi esecutivi, quindi della giunta e dei tecnici” Parafrasando, se ci fu volontà politica, fu della Giunta, il Consiglio non c’entra, semmai è colpa dei tecnici (capito Mastroforti e Gentili? è colpa vostra, la colpa è sempre di chi lavora non di chi comanda ). Dice Andreani: “Questa azione di sacco ha precise responsabilità, indicate nell'ex sindaco Brunini e nel suo braccio destro, Giancarlo Cintioli, uomo responsabile politicamente del ramo assessorile nel quale si sviluppavano tutte queste vicende". Ma non è lo stesso Cintioli candidato alle elezioni per il PD, che se eletto è destinato a governare con il candidato dell’IdV Andreani ? Se quest’ultimo venisse eletto naturalmente! Dice ancora Andreani: “Noi abbiamo sostenuto Benedetti nella sua campagna elettorale: ora chiediamo che prenda una posizione precisa riguardo all'operato del Comune in materia di controllo, altrimenti il vincolo di fiducia nei suoi confronti è destinato ad interrompersi.” Ma non era Benedetti il Vice Sindaco di Brunini che fortissimamente volle, con lui, il Palazzo della Posterna ? Insomma mentre il candidato dell’IdV chiede di essere eletto per governare insieme a Cintioli in Regione, ricorda pure a tutti di aver sostenuto Benedetti (cioè il braccio sinistro di Brunini, visto che per Andreani il destro era Cintioli ). Certo che le elezioni danno alla testa, non si spiega altrimenti che chi ha sostenuto Benedetti (che ancora in queste ore difende l’”ecomostro” ) e si candida a governare la Regione con, parole di Andreani, il responsabile del ramo assessorile dove si sono sviluppate tutte le più gravi vicende ambientali a Spoleto (Cintioli), organizzi una conferenza stampa autoproclamandosi (noi) portavoce di chi si è battuto con tutte le proprie forze contro le scelte a favore del Palazzo della Posterna, operate da Benedetti, Cintioli e Brunini. Di questi rappresentanti il coordinamento Difesa Ambiente che quelle lotte promosse, giorno per giorno, con tanta fatica e sacrificio, non ha bisogno e non ne vuole ( ne sono certo ), quel 9 giugno 2007 ne scelse un altro di portavoce, si chiama Michele Fabiani e soprattutto per questo pagò il suo impegno più degli altri, con 400 giorni di carcere. Naturalmente Andreani che su quel palco c’era, si ricorda degli uomini da palco, Folena, Sodano, che quel giorno arrivarono per la prima volta e poi non tornarono più, ma non ricorda Michele. Meglio così. Casa Rossa

8) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 12:20 da postato da Gianluca Speranza, già capogruppo CdL

Ho ritenuto di aspettare per esprimere la mia opinione rispetto alla sentenza per il Palazzo della Posterna avendo, sin da subito, avuto la sensazione che molti avrebbero tentato di fare i primi della classe addossandosi “ Il merito” di aver “denunciato” la costruzione di quello che i mass media (per la verità i politici hanno definito, n.d.r.) definiscono “Ecomostro”. Caspita in quanti siete, caspita quanti interventi di gratitudine nei confronti della sentenza di abbattimento di alcuni volumi e della condanna di due poveri tecnici...” “Adesso mi permetto di dirvi io come la penso, io, un signor nessuno che il 4 settembre 2006 fece la prima interrogazione sull’argomento dopo che mi arrivò la “segnalazione” dall’interno della Sovrintendenza di quanto stava per accadere. Ebbi modo di avere la documentazione prima che i lavori fossero avviati in maniera devastante. Iniziai a porre il problema, coinvolsi anche Legambiente che da subito si mosse in contemporanea con me per attivare l’opinione pubblica contro la scelta di costruire in quel modo il PALAZZO DELLA POSTERNA. Quello di Legambiente è l’unico intervento serio e veritiero che ho avuto modo di leggere. Rispetto alla sentenza esprimo una limitata soddisfazione adducendo alcune considerazioni di persona ‘informata sui fatti’: 1. la sentenza affronta il problema tecnico ma “oscura” quello politico il più incisivo e determinante per la vicenda; 2. le autorizzazioni n. 7107, 50308, 51542 furono firmate dai Dirigenti Massimo Rapastella e Roberto Americioni, non mi sembra siano stati menzionati nella sentenza nonostante ci siano alcune “imprecisioni” e “reflussi”, come le chiamano loro, che citano date errate. Clamorosa quella della riunione in cui la Commissione edilizia concesse il Nulla osta al progetto: 1 gennaio 2006; 3. la signora Garibaldi, Sovrintendente dei Beni Culturali che, dopo aver allontanato “per normale e ordinario avvicendamento” la dottoressa Mazzasette, allora non la pensava proprio come dichiarato quando e’ stata sentita in Tribunale ha firmato di proprio pugno l’autorizzazione facendo istruire la pratica al cartografo Raul Paggetta, io credo qualche responsabilità la possa avere, comprese quelle rispetto alla mobilità alternativa in generale. Basta vedere l’altro devastante danno del Monte S. Elia di cui nessuno parla. 4. e il Sindaco? niente? E l’Assessore che tanto si e’ prodigato a insistere sulla Sovrintendenza per dare il Nulla Osta nel periodo in cui la dr.ssa Mazzasette non ne voleva sapere, rispedendo al mittente le due richieste di autorizzazioni in cui venne anche scritto “l’atto di autorizzazione del Dirigente del comune di Spoleto è viziato di eccesso di potere e da violazione di legge perche’ in contrasto del DLg 42/2004 etc etc…..” Io non ho mai posto il problema sui tecnici e gli architetti stimati per la loro lunga professionalità. Loro sono legittimati a presentare qualsiasi progetto in qualsiasi posto che possa esaltare la loro originalità e fantasia architettonica. Poi può piacere o no. Il problema e’ e rimane politico, e’ chi autorizza il problema, chi si impegna in prima persona per secondi fini a depauperare una città come Spoleto. Il dramma e’ che oltre ad aver aspettato troppo tempo per il Palazzo della Posterna, lo scempio della città di Spoleto non e’ ancora finito… Gianluca Speranza ex Capogruppo CDL

9) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 12:37 da postato da Comitato Contro lo Svincolo Sud (Vd. foto)

Le sentenze di ieri relative ai due palazzoni della Posterna sono ancora da confermare. La battaglia per difendere l’ambiente di Spoleto invece deve continuare. Nel frattempo, possiamo cogliere alcuni spunti per riflettere. In primo luogo, il fatto che il così detto ‘eco-mostro’ è “oggettivamente” un mostro. Il giudice Avenoso ha puntato il dito contro il volume dell’edificio e contro i parametri pubblici usati per concedere la licenza ad un privato. Un fatto che veniva in mente a chi passava in Via Martiri della Resistenza e che hanno rilevato i periti palermitani che, non appartenendo ad alcuna parte spoletina, non erano né pro, né contro. Il loro parere infatti non tiene conto delle lamentele delle persone che hanno costruito, di quelle che hanno venduto e di chi ha comperato. I due palazzi sono fuori luogo lì e le associazioni ambientaliste di Spoleto hanno protestato a suo tempo non contro l’edificio, bello o brutto che sia, ma contro la sua collocazione in quel luogo. Quando il sindaco Benedetti si dice “preoccupato per ciò che questa sentenza rappresenta in termini di ricaduta sulla città,” ignora invece la sua ricaduta positiva. La sentenza serve anche come ammonimento a chi voglia speculare sui beni di tutti i cittadini di Spoleto senza doversi preoccupare di rischi e conseguenze. Non vorremmo mai che si dovessero pagare multe o perdere la casa, ma vorremmo anche che la maggioranza dei cittadini non debba mai più subire tali oltraggi per i vantaggi di pochi. In futuro, chi pensa a costruire starà ben attento a non lanciarsi in avventure simili. La sentenza, almeno, ci fa sperare questo. L’altra considerazione è per chi ha scampato il pericolo. Tanti che sono stati parte in causa sono stati lasciati fuori dal processo. L’amministrazione Laureti in primo luogo, che ha dato la sua approvazione, nonostante il tardivo ripensamento di molti amministratori di allora (Calabresi, Andreani e Ragni, per esempio) che hanno in seguito cambiato la loro posizione e contribuito alla battaglia. In secondo luogo, l’amministrazione Brunini che ha poi dato via ai lavori, ignorando del tutto il contesto ambientale-storico-sismico-idrologico. In terzo luogo, e, forse, il più colpevole di tutti, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Perugia, insieme alla Regione e la Provincia di Umbria, che, invece di difendere il loro territorio e la nostra città da simili scempi, hanno avuto la disinvoltura di approvare il progetto dichiarando come giustificazione, (ricordiamo il giudizio della dott.essa Garibaldi) che l’eco-mostro serve a coprire il peggio. Ed il peggio, secondo lei, e secondo noi, era il bruttissimo parcheggio in piena vista dietro (anche questo è stato approvato dal suo stesso ufficio, nonostante il contesto panoramico-storico nella quale si trova). Questo ci sembra veramente una vergogna. Ora aspettiamo, come tutti, la sentenza finale. Dopodichè invitiamo chi ha fatto parte del presidio durato un mese sotto quei due palazzoni, chi ha raccolto firme, chi ha partecipato alla protesta, quei bravissimi 500 spoletini di diversa appartenenza politica o di nessun appartenenza politica che hanno marciato da Piazza della Libertà a Piazza Garibaldi il 9 giugno, 2007, a tirare un sospiro di sollievo. Speriamo di poter riunire ancora l’on. Folena, il senatore Sodano e Carlo Ripa di Meana a tirare un sospiro di sollievo insieme a noi per il danno che, se non del tutto evitato, sarà, forse, limitato.

10) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 13:27 da solidale

Cari amici del comitato contro lo svincolo sud, due parole sul vostro cecchio vicino di casa potevate anche dirle, visto che tutti ora sgomitano per apparire come i più bravi una frase su chi se la merita ci poteva anche stare :(

11) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 13:32 da io

ma andreani non si ricorda quando era compagno e andava alle feste dell'unita' con brunini e cintioli

12) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 14:41 da zorro

ed ecco che si rinnova lo sciacallaggio!!!!del resto caro aurelio "l'amico" con la divisa da forzista (la cravatta blu con espressione stile beautiful) lo ha dichiarato sui manifesti: ...un futuro migliore per l'umbria......ma soprattutto per le mie tasche(io aggiungerei)!!!!

13) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 14:54 da Strano...

Nonostante le mie idee siano piuttosto distanti da quelle del Sig. Fabiani, devo sottolineare la mia condivisione con le argomentazioni di natura politica esposte nel suo commento. E poi quel "meglio così" in chiusura... vale più di mille parole.

14) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 17:33 da sergio bonanni

Se non ricordo male, ma non credo, l'allora consigliere comunale Giampiero Calabresi fu uno dei soli due che in commissione votò contrario al progetto della posterna.

15) inserito il 11 marzo 2010 alle ore 14:39 da lucrezia_ro

..P.S...ho lavorato anche troppo..!!!..demolizione totale..!
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