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PALAZZO POSTERNA, LACRIME PER SENTENZA CHOC. SINDACO “PREOCCUPATO”. AVVOCATI “ALLIBITI”

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PALAZZO POSTERNA, LACRIME PER SENTENZA CHOC. SINDACO “PREOCCUPATO”. AVVOCATI “ALLIBITI”

Benedetti “Attendiamo le motivazioni”. Avv. Morcella: “subito causa danni al Comune. Decisione abnorme”. Tutti gli articoli

Sta facendo il giro dell’Umbria la lettura della sentenza pronunciata dal Tribunale di Spoleto che ha decretato la demolizione parziale del palazzo della Posterna e condannato tecnici del Comune, progettisti e responsabili della azienda costruttrice. In Aula erano presenti anche alcuni degli acquirenti degli immobili, alcuni dei quali sono scoppiati in lacrime. “E’ finita, quello che doveva diventare il mio sogno si è trasformato in un incubo” ha detto una signora con le mani a mascherare il volto per non mostrare il proprio dolore.

La notizia è destinata a creare un vero clamore e non solo a Spoleto (il ‘caso’ fu portato alla ribalta da una trasmissione de Le Iene - clicca qui).

Accogliendo le tesi della accusa, infatti, la sentenza odierna sembra comunque diventare un precedente di non poco conto per molte altre costruzioni realizzate e in fase di realizzazione su tutta la Regione in base ai criteri del Piano Attuativo Regionale.

Per questo il geometra Rodolfo Valentini, responsabile della “Madonna delle Grazie Srl”, la società che ha costruito il palazzo, già a novembre scorso aveva presentato un esposto nei confronti di un’altra società che sta realizzando un edificio a ridosso delle mura urbiche perché le relative concessioni sarebbero state rilasciate usando gli stessi criteri di calcolo adottati per la Posterna.   

Preoccupazione per gli effetti della sentenza anche in Comune. Pochi minuti fa il sindaco Daniele Benedetti ha fatto diramare una nota alla stampa: “Appresa la notizia della sentenza di primo grado, esprimo preoccupazione per ciò che la stessa rappresenta in termini di ricadute sulla città. L’Amministrazione comunale, in attesa di conoscere le motivazioni della decisione di primo grado, che verosimilmente si apprenderanno entro 90 giorni, si rimette con fiducia alla decisione finale della Magistratura restando in attesa della sentenza definitiva”.

Le difese sono già sul piede di guerra e il ricorso in appello appare scontato. Per il momento preferiscono non rilasciare dichiarazioni.  Parlano invece gli avvocati della azienda costruttrice, Manlio Morcella e Michelangelo Zuccari, che, subito dopo l’udienza, hanno annunciato una riunione per le prossime ore con i loro assistiti. “Di certo prepareremo immediatamente gli atti per una causa danni nei confronti del Comune di Spoleto” dicono a Tuttoggi.info “e in quella sede valuteremo anche la possibilità di dichiarare il fallimento della società. Siamo allibiti dalla sentenza anche in ragione delle risultanze istruttorie tutte a favore della difesa. E siamo sorpresi per il fatto che, ridimensionata la perizia della procura a perizia di parte, il giudice sia arrivato alla decisione senza chiedere una nuova consulenza che risolvesse il dualismo esistente fra i nostri periti e quelli del pm”. “In genere le sentenze vanno commentate dopo aver letto le motivazioni – aggiunge Morcella – ma questa è una decisione abnorme. Confido che il termine di 90 giorni per la deposizione delle motivazioni venga rispettato e magari anche anticipato per consentire alla difesa di promuovere al più presto il ricorso in appello. Non dimentichiamo, infine, che tutta la procedura amministrativa della Regione è ispirata a quei principi che hanno ispirato la costruzione del Palazzo della Posterna. Come di tanti altri edifici sparsi sul territorio umbro… nei giorni prossimi avrete molto da scrivere”. 

 

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Commenti

1) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 15:03 da Alfredo P.

Sono proprio contento che questo "orrore" venga, in parte demolito. Per quanto riguarda gli acquirenti potevano forse immaginare che c'era qualcosa che non andava nello stabile! Finalmente qualche buona notizia a Spoleto!

2) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 15:35 da M. Rapastella

Da parte di tutti bisogna esprimere la solidarietà a tutte le famiglie che hanno speso i propri risparmi per acquistare una abitazione che non possono utilizzare. Bisognerà trovare una soluzione per preservare i risparmi di una vita.

3) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 15:52 da .............

non si può essere contenti difronte a questa sentenza.... ci sono persone ke hanno investito lavoro e denaro.... secondo me ki ha sbagliato è ki ha firmato la concessione edilizia, perkè così facendo è stato approvato quel progetto e quello è stato costruito! mi kiedo ma la sovrintendenza alle belle arti dove era? dal momento ke in altri casi quando si tratta di costruzioni in zone vincolate o comunque in centro storico devono decidere loro addirittura il colore della tinteggiatura esterna????

4) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 16:17 da Spoletina

Non dovremo essere contenti ma preoccupati per questa vicenda. Se veramente c'è qualcosa di illeggittimo in queste concessioni edilizie, perchè non si è fermata prima la costruzione dello stabile?? Non si sarebbe recato meno danno a tutti?? Lo stato non deve tutelarci da questo??

5) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 16:20 da beniamino

Visto che questa giunta è la continuità della precedente, suggerisco all'attuale sindaco, prima vice ,di portare il palatenda in via interna delle mura e il palazzo vicino alle industriali , forse è quì l'arcano che ha creato tutto questo caos

6) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 16:29 da beccafico

mi sembre, non mi vorrei sbagliare, ma la legge dice che il venditore sia in obbligo di rilasciare un fidejssione a chi aquista un immobile. Sono state rispettate queste garanzie? Altrimenti chi è causa del suo mal...

7) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 16:43 da berengario

Dire che siamo contenti , noi spoletini che, con qualche ragione, crediamo di avere a cuore le sorti della nostra Città, è forse poco. Oltrettutto, ci piace constatare, dopo tanto polemizzare, che , come “esiste un giudice a Berlino”, esiste pure un giudice a Spoleto! Detto questo, l’entusiasmo non ci può esimere dal raccogliere brevemente alcune idee: - Gli Uffici Pubblici che hanno competenza a giudicare ed a decidere (Uffici Tecnici Comunali, Sopraintendenza ai Beni Culturali, Giunta Comunale Brunini e, per alcuni risvolti successivi, Giunta Brunini-Benedetti, ed altri ancora) hanno dimostrato , al di là di ogni dubbio, di aver seguito un’impostazione errata, per insipienza, per trascuratezza ,forse per abuso in atti d’ufficio o forse per qualche altro motivo ancora non ben conosciuto. - Al di la’ delle condanna subita in giudizio, il senso di responsabilità di questi signori, di fronte ad una sentenza così netta, non dovrebbe indurli all’autocritica ed all’abbandono dei posti di pubblico interesse che occupano, al fine di evitare di reiterare, magari non volendo, errori così pesanti e irreversibili per il patrimonio della nostra Città? - Le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, operanti all’epoca dei fatti sanzionati dalla Magistratura, dovrebbero riesaminare i processi decisionali che le hanno portate ad approvare una scelta sventurata, o, per l’opposizione, a non contrastarla con la forza necessaria.Ci sono volute “le Iene” per portare alla ribalta un problema di rilevanza inaudita. - La Società civile della nostra Città dovrebbe chiedersi come sia possibile che , sulla stessa barca, abbiano navigato tranquillamente, come in una allegra crociera, Presidenti di storiche associazioni internazionali, illustri esponenti del Commercio legati alla sinistra, assurti ai vertici anche in consessi istituzionali, esimi rappresentanti del mondo finanziario, dirigenti di Enti ed Istituzioni.Questa “ marmellata indifferenziata” , per dirla col prof. De Rita,con la sua carenza di valori ideali è forse la vera genesi dei mali della nostra società, ovviamente non solo a Spoleto. “Conviene che gli scandali avvengano , ma guai a colui attraverso il quale gli scandali arrivano” , dice il Vangelo, in quanto ne vede soprattutto la spinta redentrice, ad evitare futuri errori ; speriamo che avvenga ancora così, dopo duemila anni.

8) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 16:59 da Stefano Coata

Vero, non è il caso di vederci connotazioni politiche ma solo perché oramai politica è sinonimo di interesse privato, che sia economico o di poltrona fatto sta che “pecunia non olet” commentava un altro lettore. Mi limito quindi alle considerazioni banali che può trarre un qualsiasi cittadino: ci stracciamo giustamente le vesti perché a livello nazionale si fanno leggi e decreti ad hoc per interesse e prepotenza e poi nel piccolo non riconosciamo le stesse manovre con lo stesso fine. Certo in questo caso magari l’interesse era squisitamente quello di rimpinguare le casse comunali, sta di fatto che ci troviamo a gridare vittoria per il presunto trionfo della giustizia di fronte ad un epilogo quanto mai discutibile che possiamo leggere così: degli avidi professionisti privati avrebbero ideato e suggerito all’amministrazione comunale il modo truffaldino di ottenere il massimo reciproco profitto ed ora li vediamo condannati – SOLO LORO – se escludiamo il povero tecnico comunale. Non mi spiego però perché allora una sentenza tanto magnanima: se dal lato dell’ente comunale c’è solo un inconsapevole impiegato com’è che non leggo imputazioni per “istigazione alla corruzione” a carico dei veri delinquenti? Mi spiace, non credo a tanta gratuita bontà, penso piuttosto che alla fine di tutto si sia preferito contenere il pubblico esborso piuttosto che attribuire le reali responsabilità. Beh, mi spiace però davvero, soprattutto per quelli che leggono questa sentenza come un monito a chi si crede onnipotente, ché se qui c’era siate pur certi che ora è più tranquillo di prima, in barba alla legge ed ai propri e troppo spesso ingenui concittadini.

9) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 17:04 da roberto

Le sentenze vanno rispettate. Chi ha acquistato si potrà rifare su chi ha permesso tutto questo e/o su chi gli ha venduto; se la legge è stata infranta, come ha stabilito il giudice, è giusto che venga ristabilita la legalità; non bisogna dimenticare che tollerare le illegalità comporta danni molto più grandi a tutta la collettività.

10) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 17:31 da Spoletosi

Il Sindaco avrebbe dovuto esprimere "preoccupazione per ciò che la stessa rappresenta in termini di ricadute sulla città" quando il progetto è stato approvato. Siamo tutti in ansia per i proprietari degli appartamenti, ma lasciarlo intero avrebbe una ricaduta sulla città ben peggiore, e per sempre.

11) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 17:33 da campellino

e smettiamola di dire che ci saranno famiglie che dormiranno sotto un ponte... come minimo hanno fatto un'incauto acquisto. si rivalranno sul venditore/costruttore. se la sentenza venisse confermata avremo tutti un minimo di fiducia in piu' nel sitema giudiziario.

12) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 17:33 da Roberto2

pur esprimento compassione per coloro che aspiravano a diventare proprietari degli appartamenti nei palazzi oggetto della questione, non posso che dirmi soddisfatto della piega che stà prendendo la vicenda, che è tutt'altro che conclusa. Soddisfatto perchè sarà un monito per le pubbliche amministrazioni affinchè non osino più concedere ciò che è scandalosamente sbagliato, e un monito anche per l'iniziativa privata, che di fronte a determinati oggettivi limiti deve fermarsi.

13) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 18:27 da angelino

il venditore è tenuto a rilasciare fidejussione bancaria o assicurativa per le caparre versate. Ora la legge dice questo, ma dipende di quand'è il permesso a costruire. Da quanto si legge dall'articolo i difensori della ditta costruttrice intenteranno causa al comune di spoleto, forse per qualche milioncino d'euro. E credo che li saranno i guai. Pagherà tutta la città di spoleto.... vedremo l'evolversi della situazione.

14) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 19:28 da lucrezia _ro

15) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 19:54 da paolo

posseggo una casa con due camere, cosi piccole che se metto il letto, non metto l'armadio.Ho chiesto se posso fare una stanza di 14 mq, mi hanno risposto di no, perchè giustamente è centro storico,casa sta ad Eggi in mezzo ad un fosso,per poterla rimettere a posto ho dovuto bonificare una zona infestata da serpi e scorpioni. Sono tornato alla carica in virtù di quanto sta succedendo, se non me la fanno fare saranno .............loro.

16) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 20:22 da Strano...

La decisione è SACROSANTA cari miei, è decisamente ora che chi sbaglia (e qui si è sbagliato di GROSSO) si assuma tutte le proprie responsabilità!!!

17) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 20:29 da senza parole

Io un processo più assurdo di questo non l'ho visto! Udienza dopo udienza le fragili accuse cadono, con i consulenti dell'accusa che momenti non sanno nemmeno di cosa si sta parlando; tutti i testimoni, compresi quelli dell'accusa, danno ragione alla difesa... e che succede?! Il giudice condanna tutti

18) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 21:00 da max

Senza acquirenti nessuno avrebbe pensato di costruire e nessuno avrebbe chiesto licenze sbagliate. Non si puo' non riconoscerlo ed essere ipocriti a tal punto. Le fidejussione bancarie serviranno da copertura parziale probabilmente, e così sia, certo, ma almeno che cio' serva da lezione per un maggiore e generalizzato senso civico e rispetto per le cose belle che non possono nè debbono esser sacrificate al dio denaro.

19) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 21:24 da nostradamus

Allora la giustizia ogni tanto esiste per tutti!

20) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 21:40 da ..................

ci sarebbe voluto un giudice come Avenoso anke quando è stato costruito il convitto INPDAP al giro della Rocca....... BELLISSIMO.... SPLENDIDO edificio in una zona come quella!!!!!

21) inserito il 08 marzo 2010 alle ore 22:28 da veronica

io suggerisco ai costruttori di fare i nomi di qualche personaggio scorretto,che oggi fà il puro e l'onesto ieri il facilone e il potente.Sarebbe un bel regalo guardali in faccia.

22) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 00:51 da lucrezia _ro

23) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 04:36 da Andrea

Un giudice decide ciò che può essere fatto in questo paese. Allora: 1)quale legge è stata infranta? Licenza illegittima. 2)chi ha rilasciato questa licenza? ??? la Regione che prevede interventi di questo tipo nel PAR 3)chi ha dato l'OK al progetto del palazzo? la Sovrintendenza 4)come mai non sono stati inquisiti e condannati? ??? perchè non è un reato 5)chi ci rimette in tutta questa storia? IL PRIVATO Aspetta... allora forse il privato ha "corrotto" il pubblico? Allora il reato dovrebbe essere diverso; ma il corrotto, dov'è, chi è. Gioite "amanti del bello" sulle disgrazie altrui, fate caroselli di auto, chiamate la mediaset, godete della Legge perchè giustizia è fatta... e intanto 32 famiglie non rivedranno i loro soldi perchè chi glie le ha vendute andrà fallito cosi come le ditte che hanno fornito i servizi non verranno pagate."e allora ben gli stà, cosi i prossimi ci penseranno meglio prima di comprare casa". CHE VERGOGNA!!! P.S: non sono uno degli aquirenti sono solo un cittadino disgustato. Povera Spoleto, tanto bella ma peccato Gli Spoletini.

24) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 07:34 da massimo dg

...ma si parla solo degli acquirenti che hanno subito un danno...ma tutti noi artigiani che abbiamo lavorato e stiamo perdendo, anzi, abbiamo perso migliaia e migliaia di euro non contiamo niente? nessuno ha parlato di noi, mai una riga sui giornali, chi ci tutela a noi che continuiamo a prendere schiaffi da tutte le parti?...ci costringono a chidere...e poi un'ultima cosa...perchè sequestrare il palazzo a lavori ultimati e non quando hanno fatto gli scavi?...si sapeva cari spoletini, paladini della giustizia, cosa si sarebbe realizzato in quel luogo!...forse hanno dato fastidio a qualcuno?...chissà se c'è la politica di mezzo!!!

25) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 08:56 da ahahahahaha

APRITE GLI OCCHI SPOLETANI, QUI CHI CI RIMETTE E' SOLO LA SOCIETA' COSTRUTTRICE DELL'IMMOBILE ( CHE SARA' COSTRETTA A FALLIRE )....VI FACCIO UNA DOMANDA: MA SECONDO VOI CHI PAGA LA DEMOLIZIONE ????AHAHAHAHAHHAHAHA IL COMUNE ?????? LA REGIONE ???????'AHAHAHAHAHAH NO CARI SPOLETANI QUI PAGHIAMO TUTTI E LO SAPETE CHI ????? IL COSTRUTTORE CHE SI RIFARA' DEL DANNO SUBITO / SUBENDO + INTERESSI NEI CONFRONTI DEL. COMUNE / PROVINCIA / REGIONE FRA CIRCA 9 ANNI ( TOTALE DELL'ITER PROCESSUALE ). AHAHAHAHAHAAHAHAHA POVERA ITALIETTA E POVERI SPOLETANI...

26) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 08:59 da RITA

sono soddisfatta della sentenza ma vorrei vedere chi ha firmato la concessione in un altro posto.

27) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 10:05 da Stefano C.

Non entro nel merito delle necessarie autorizzazioni ma non posso non pensare che se il Comune venisse querelato dalla ditta ed in seguito condannato una parte di questo palazzo la dovrei pagare pure io... E qua sinceramente non ci sto. Ormai il palazzo è fatto, lasciamolo la’. Paghi chi deve pagare non i cittadini. Quanto poi ai “poveri” acquirenti che hanno sborsato i soldi… Sorvolando sull’accezione di poverta’ per appartamenti in questa ubicazione, direi quantomeno che qualcosina, ma proprio poco poco dovevano aspettarsi. Insomma non mi sento di poter credere che fossero allo scuro di tutto e che con la diligenza media non avessero potuto immaginare che qualche bega l’avrebbero avuta…

28) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 10:51 da walker

Giustizia è fatta,piena solidarietà a chi ha rimesso il capitale ma,piena condanna a chi ha sempre creduto di essere il padrone del mondo in questo caso la politica,commettendo ingiustizie soprusi solamente per i propri interessi di bottega,era ora che qualcuno in questo caso il giudice Avenoso rompesse questo circolo vizioso di una poltica al servizio di se stessa ma non al servizio della gente.

29) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 11:00 da Mostruoso

Mi fanno ridere le lacrime... Come si fa comprare casa lì? Dopo un mese di presidio nel maggio 2007, una manifestazione con 600 persone a giungo 2007, un "attentato" (anche se secondo i vigili l'incendio non era doloso), l'arresto di 5 anarchici, i processi, ecc, come si fa a far finta di niente, a non sospettare che quell'opera poteva non arrivare a compimento, che fra istanze, manifestazioni, processi e "attentatori" comunque si riuscisse a prendere quella casa. Pretendiamo che il comune non sborsi una lira per chi ha comprato casa in una zona dove era evidente non si sarebbe potuto costruire. I soldi nostri a questi io non je li do!

30) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 13:43 da Fabrizio

Mi spiace ma le famiglie che hanno comprato quegli appartamenti sono avevano gli occhi per vedere quale danno arrecava alla città tutta il loro acquisto, a Spoleto non mancano certo immobili in vendita, quindi la loro è stata una scelta deliberata. Caveat emptor.

31) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 13:53 da mario

siamo felici x questa sentenza. x i "poveri" proprietari francamente, non mi sento di provare alcuna compassione.per tutti infatti l'ecomostro rappresenta la seconda se non la terza casa, considerando i prezzi a cui l'hanno acquistata: non sono certo case popolari.....e poi si sapeva fin dall'inizio dei lavori che qualcosa non andava. finalmente un giudice che ha avuto il coraggio di far rispettare la legge, palesemente violata da tutti i nostri politici e amministratori presenti e passati. chi si scandalizza o si "preoccupa" è solo un ipocrita.

32) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 14:47 da mail postata da: consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv)

"La decisione dei giudici di ordinare la demolizione parziale dell’ecomostro rende finalmente giustizia, seppure parziale, della violenza senza precedenti subita dal centro storico della città del Festival dei due mondi e dimostra che aveva ragione chi, come noi e il comitato civico, aveva denunciato a suo tempo uno scempio che rischiava di compromettere l’immagine stessa di Spoleto in Italia e nel mondo”. Purtroppo la sentenza sana solo parzialmente la ferita inferta ad una città conosciuta nel mondo per la sua cultura e per la sua capacità di valorizzare le proprie qualità artistiche. C'è da domandarsi come sia stato possibile che interventi sciagurati e dissennati come quello alla Posterna abbiano potuto incontrare il favore pressoché unanime di tutto il consiglio comunale. Il solo averli concepiti è la dimostrazione di una visione dello sviluppo turistico e della salvaguardia ambientale antiquata e fuori da ogni parametro ragionevole. Il paesaggio e la cultura di una città e di una regione non possono trasformarsi in merce a disposizione di chi pensa ancora di poter coniugare il rilancio delle potenzialità economiche di un territorio con colate di cemento e ferite alla storia e alla cultura di una delle città più antiche dell'Umbria. Ora quanti avevano sostenuto quest’opera e non si erano schierati a fianco dei comitati e delle associazioni che a suo tempo si sono opposte a questo intervento, dovranno chiedere scusa a tutta la cittadinanza. Ci auguriamo che questa sentenza di condanna, oltre a rendere merito a chi sosteneva che quello del palazzo della Posterna fosse un intervento sciagurato e dissennato, abbia anche l’effetto di dissuadere da eventuali ulteriori progetti irrazionali che, nell’interesse dei soliti pochi che guadagnano dalle colate di cemento, mettono a repentaglio il patrimonio collettivo di bellezza, cultura e storia di cui la nostra regione è ricca e che deve essere tutelato e valorizzato invece che deturpato”.

33) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 14:52 da Diogene

E' STATO UN FULMINE A CIEL SERENO? SI POTEVA PREVEDERE? COSA SI E' FATTO PER EVITARLO? SU CHI RICADRANNO LE CONSEGUENZE ECONOMICHE PER I RISARCIMENTI? "" AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA ""

34) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 14:53 da lucrezia_ro

..ecco il Comune che voglio!!!

35) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 15:49 da amd

@Oliviero Dottorini La smetta, per cortesia, di fare politica su una vicenda che, se non se ne fosse ancora accorto, farà ricadere i propri effetti negativi solo ed esclusivamente sulla città. (il Comune è tale quando esercita la funzione pubblica, quando deve pagare si chiama città)

36) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 16:53 da moreno

37) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 18:42 da Franco

secondo me le famiglie possono star tranquille !

38) inserito il 09 marzo 2010 alle ore 19:35 da massimo dg

perchè non avete pubblicato il mio commento?...perchè ci tappate la bocca a noi artigiani rovinati da questa sentenza?...perchè pubblicate soltanto i commenti di chi è a favore di questa sentenza?...tutti bravi a puntare il dito e non avere iniziativa di niente!...spoleto non merita niente...guardate a Terni cosa stanno facendo! "Gentile Massimo DG, provi a fare un pò più di attenzione, troverà che il suo è già stato pubblicato. Cordialmente, La Redazione"

39) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 01:31 da perplimo

Salute e a questo punto mi chiedo: Per risanare l'impatto ambientale interriamo la Coop?, Riportiamo a naturale origine le anse del fiume? Vogliamo strappare le scale mobili dalla antica cinta urbica? Già che ci siamo dipingiamo di verde anche il ponte delle torri, del resto quando lo hanno costruito non hanno valutato il meraviglioso impatto visivo che ha sulla gola che separa il Monteluco dal Colle Sant'Elia.

40) inserito il 10 marzo 2010 alle ore 09:21 da walker

Il sindaco Benedetti si preoccupa della ricaduta su Spoleto,ma siamo noi spoletini a preoccuparci se non si dimette.
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