La statua di Pasquino RIFIUTI E ROM: DON FORMENTON "NAPULE ‘NA CARTA SPORCA, VERONA E NISCEMI ‘NA SCHIFEZZA! ”
Ma ce n’è anche per Presidente Camera Fini, Ministri leghisti, media e sindaci sceriffi. L'elenco dei "Cattivi Maestri"
Spoleto - 18/05/2008 16:16
di don Gianfranco Formenton
A me le grida di giubilo e gli applausi di cittadini napoletani di fronte ai roghi di accampamenti rom al quartiere Ponticelli hanno fatto una certa impressione. Una città, sommersa dai rifiuti che produce, e ostaggio di organizzazioni criminali che pilotano da sempre una politica che non è nè di destra nè di sinistra ma semplicemente strumento della camorra, improvvisamente si scopre il baluardo dell’offensiva nazionale in nome della dottrina della "sicurezza nazionale".
Noi non abbiamo la stessa sicurezza del Ministro dell’Interno, che sembra dare per scontato, senza che nessun giudice abbia pronunciato una sentenza, che una giovane rom abbia tentato di "rubare una bambina"; noi sappiamo solamente quello che ci hanno raccontato i tg di una nazione che è al 67.mo posto al mondo come libertà di informazione e, per come vanno le cose in questo paese, abbiamo solo la sicurezza che una ragazza italiana afferma che una ragazza rom ha tentato di rapire una bambina. Non molto. E’ un’ipotesi.
Ma da questa ipotesi si scatenata la caccia (pilotata?) al rom, la giustificazione di esponenti del governo che considerano "comprensibile" la rabbia degli abitanti di Ponticelli. Noti esponenti della Lega Nord hanno affermato che gli abitanti di questo quartiere hanno fatto quello che lo Stato "non è capace di fare".
A tutti noi i rom sono antipatici. Hanno uno stile di vita che non fa parte della nostra tradizione; tra di loro ci sono delinquenti (anche tra di noi), stupratori (anche tra di noi), ladri (anche tra di noi), madri che sfruttano i figli (anche tra di noi)... puzzano, rubano, disturbano, non hanno una casa normale, sono stranieri e le loro donne si prostituiscono.
C’è solo una differenza. Loro sono rom e le immagini delle loro famiglie che abbandonano i campi, con i figli che portano i loro orsacchiotti e le buste di plastica con dentro quattro mutande e due maglioni non ci suscitano gli stessi sentimenti di pietà degli altri profughi "normali". Loro sono rom. Dovranno pur andare da qualche parte. Le stesse immagini di napoletani, siciliani, veneti e bergamaschi quando sbarcavano a Long Island alla fine dell’ottocento, in fila per lo "spidocchiamento", la quarantena, il controllo dei documenti. Molti legali, molti clandestini sdoganati dalla mafia di allora. Niente di nuovo sotto il sole.
Fior di ministri leghisti assiepano le poltrone di Porta a Porta a recitarci il vangelo della sicurezza: "Padroni a casa nostra"; "Tolleranza zero" (= intolleranza); "Rispetto delle regole". Una vera emergenza, arrivata fino al punto di nominare dei "Commissari all’emergenza rom", ad invocare il pattugliamento dell’esercito a Napoli come in altre città. Peccato che in questo paese stremato da overdose di bisogno di sicurezza si dimentichi la tradizione di un popolo che si è formato proprio sulla mescolanza delle razze.
Mi sembrano persino ridicoli gli appelli del Presidente dei Vescovi Italiani che, in un tale clima di "pogrom" anti-rom, anti-extra-comunitari invoca, pacatamente e serenamente, il dovere dell’accoglienza per gli extra-comunitari "che rispettano le regole" mentre ci sarebbe bisogno, serenamente e pacatamente, di ricordare ai cristiani della nostra povera Italia che le parole del Vangelo “ero straniero e mi avete accolto” non prevedevano nell’originale, il permesso di soggiorno, nè i documenti di identità, nè le virtù morali dello straniero (che non sono dissimili dalle virtù dei connazionali, napoletani o padani che siano).
Mi sembra anche una leggera presa in giro, se non fosse una papale esortazione, la menzione pontificia sulle "difficoltà delle famiglie italiane" (perchè le difficoltà sono italiane o straniere? In Italia tutte le famiglie sono in difficoltà!).
Il diritto al "ricongiungimento familiare", ora messo in discussione dal governo, è o non è un diritto di ogni uomo? Vivere con la propria moglie, con i propri figli, è o non è un diritto (non negoziabile)? Che convenienza c’è per la nostra società negare questo diritto a chi è lontano dalla propria famiglia? Praticamente, un uomo con la sua famiglia accanto, delinque di più o di meno?
E nel mentre tutti i media sono occupati a ricordarci del terribile pericolo degli zingari nelle nostre città, i nostri adolescenti si stuprano, si ammazzano, pestano alla morte i "diversi" (e i nostri tg continuano a dire che la causa è una sigaretta negata!).
Il Sindaco di Verona, Lega Nord, (condannato per istigazione alla violenza razziale), ha persino sminuito la gravità del fatto affermando che "il fatto che gli aggressori siano italiani è un caso su un milione", mentre il Presidente della Camera ha affermato che "bruciare le bandiere di Israele a Torino più grave" che ammazzare a calci un giovane a Verona. Potere dellideologia!
Ora, io credo che i cattivi maestri che istillano la cultura della violenza nei nostri ragazzi, che troneggiano con le loro televisioni insegnando ai nostri figli che la lealtà, l’amicizia, l’amore, i sentimenti di tolleranza, la sensibilità nei confronti della debolezza... non sono valori vincenti, vadano stigmatizzati e chiamati con il loro nome: cattivi maestri.
Credo che i rappresentanti delle istituzioni che considerano "sbagliate ma giustificabili" le violenze di giovani padani che pestano a morte un giovane con abbigliamento non omologato o i “terroni" napoletani che prima incendiano i campi rom e poi vanno a depredarli di improbabili tesori, vadano chiamati con il loro nome, come hanno fatto alcuni magistrati e come dovrebbero fare i mezzi di comunicazione: istigatori alla violenza (razziale o no).
Siamo stufi di assistere ai funerali di giovani, uccisi da giovani che hanno imparato dai cattivi maestri di una violenza ideologica pensata e pianificata come programma politico da abili manipolatori delle coscienze. E i cattivi maestri sono sia quelli che lavorano da decenni per la devastazione dei "valori" di relazione attraverso demenziali programmi televisivi che incitano all’esclusione ("Amici", "Il grande fratello" ecc.), sia quelli che raccolgono i frutti politici di questa devastazione e che propongono come unica soluzione al disagio sociale della nostra società l’indicazione di un nemico da colpire: l’ideologia della sicurezza nazionale.
Che non avvenga, come ricorda Paolini per la Treviso dello "sceriffo" Gentilini. La città aveva scavato nel medioevo un fossato a difesa dei nemici per scoprire, dopo secoli, che il "nemico" era dentro.
Napule ‘na carta sporca. Verona e Niscemi ‘na schifezza!.
Commenti
roberto - (18/05/2008 20:11)
sottoscrivo in pieno!!!!!!!!!!!
leo - (19/05/2008 09:57)
Esiste un popolo, purtroppo silenzioso, che è tutto con te, don Formenton. Fai sentire forte anche la nostra voce!
Maurizio Luciani - (19/05/2008 10:15)
Caro prete comunista, dovresti (dovrai) renderti conto che l'aria è ......cambiata! Dovresti anche avere più rispetto per il pensiero del Santo Padre. In merito ai tuoi scritti dovresti leggere con attenzione il condivisibile editoriale di Maurizio Belpietro, (Panorama 7.5.08) sulla fine di un'egemonia culturale....quella della sinistra, naturalmente. Quella della politica dell'effimero, della politica veltroniana di un modello che che esisteva solo sui giornali e in tv , non in città, non nelle periferie! Ma a forza di descrivere una realtà che non esisteva, la sinistra ha commesso l'errore di crederci. I dirigenti del pci prima,dei ds e del pd poi, hanno scambiato le piazze televisive per quelle reali, diventando vittime del loro stesso sistema. Così hanno creduto che il problema dell'immigrazione fosse inventato dalla Lega e quello della sicurezza dalla destra, continuando a parlare di sviluppo ad un paese che negli ultimi due anni hanno contribuito a fare avviluppare su se stesso.
Francy - (19/05/2008 12:20)
Ma di che parla Luciani? Ancora con le solite storie fra comunisti e fascisti? Don Gianfranco mi pare abbia interpretato il Vangelo. Ma se per esser accolti ci vuole il passaporto, beh mi vergogno per questi 'cattolici' alla Luciani. Poveri emigranti!
Mauro - (19/05/2008 12:25)
Si, l'aria è cambiata, ma non i furbi che cercano di farci bere sempre tutto come gli pare, ma una domanda, perchè, tu caro Maurizio Luciani ti senti tanto a posto con il pensiero del Santo Padre?
Simone Sensi - (19/05/2008 12:47)
"Una menzogna ripetuta diventa verità" (J. Goebbels) Chissà perchè mi viene in mente questa frase leggendo l'intervento di M. Luciani. A forza di ripeterlo se ne convincerà anche lui, del fatto che Formenton è comunista e che in Italia c'è stata egemonia culturale della sinistra (che, casomai, sarebbe servita a poco, dal punto di vista elettorale, visto che la sinistra le elezioni le perde). Insomma, Don Formenton pone delle questioni, dice cose pesanti, su cui si può essere d'accordo o meno; logica vorrebbe che si rispondesse su queste cose, in maniera articolata e non in due righe. Ed invece Luciani che fa? parla di televisione, svicola ed elude. Non parla degli assalti ai campi rom che fanno il paio con i roghi dei rifiuti (due facce dello stesso problema: il controllo della camorra sul territorio), non parla dell'intolleranza delle brave casalinghe che prendono a sputi e bastonate mamme con infanti in braccio. Non parla del senso di insicurezza soffiato ed alimentato da certa stampa. Non dice che l'Italia è un Paese a basso indice di criminalità (600 omicidi l'anno, poco più della sola new York, per dirne una). Non dice che le violenze sessuali si commettono all'80% dentro casa: mariti che stuprano mogli, padri che stuprano figlie e figli). Non dice che un reato tra i più orrendi, la pedofilia con annesso commercio di immagini e filmati, è appannaggio esclusivo degli italiani e che molto spesso le vittime sono extra-comunitari, senza tutele e senza protezioni. Non dice che regolarizzare i lavoratori clandestini porterebbe a benefici sociali ed economici, Non dice tante cose, dice solo che Formenton deve aver rispetto del Papa.
lupengo - (19/05/2008 13:04)
Caro Formenton, perchè non va a vivere un paio di mesi in un quartiere confinante con un accampamento Rom ..... poi ne riparliamo. Se c'è un "disagio" è perchè per tanto tempo, grazie anche a quelli come lei, non si è fatto nulla ed ora, forse, le reazioni possono essere esasperate da anni di permissivismo. O vogliamo negare che esista un problema Rom e affermare che sia tutta una montatura della destra? Che poi ci siano anche altri gravi (e anche più gravi) problemi, è innegabile, ma allora che vogliamo fare? Ne risolviamo uno alla volta, partendo dal più importante (chi lo stabilisce?) e lasciamo che gli altri si ingrossino? Il suo punto di vista mi sembra apologetico e propagandista almeno quanto quello di coloro che lei accusa, naturalmente al contrario.
Michele Leoni - (19/05/2008 13:28)
E' ora che in Italia si faccia un pò di pulizia. Io non sono razzista ma la gente straniera che viene in Italia per rubare, uccidere, spacciare droghe.... dovrebbe essere messa a marcire nei carcieri dei loro paesi di appartenenza. La troppa libertà e democrazia, elogiata dalla sinistra, ha portato in Italia un alto livello di deliquenza e insicurezza. Concludendo vorrei ricordare che ci sono molti Italiani che sono pericolosi per il quieto vivere ma come dice un detto: "i panni sporchi si lavano dentro casa"
unapersona - (19/05/2008 13:58)
LUCIANI caro luciani a parte il modo con il quale hai espresso un non so che, nei confronti del Prete, che dimostra la pochezza dei contenuti, ma non sarà ora che si vada a lavorà un tantino, o campiamo tutta la vita a sbafo e facciamo i politologi? grazie
Simone - (19/05/2008 14:23)
Bravo Michele, riesce a mettere senza colpo ferire l'aggettivo troppa accanto ai sostantivi libertà e democrazia. A questo punto voglio sapere da lui le giuste quantità di democrazia e di libertà che non turbino il (suo) quieto vivere. E come le misura.
Simone'81 - (19/05/2008 14:27)
Condivido in pieno quanto detto da Don Gianfranco, soprattutto quanto fa riferimento alla grande forza persuasiva del messaggio televisivo. Il MEZZO televisivo appunto, strumento a disposizione di chi ci vuol far credere ciò che in quel determinato momento potrebbe portare consenso politico. Mi rende perplesso il fatto che “portatori della bandiera” contro i Rom (e non contro la delinquenza in generale) sono “personaggi” che costantemente frequentano la chiesa, ne conoscono i principi cardine, sentono ogni domenica parole come “solidarietà, uguaglianza, aiuto verso il prossimo…” e poi inneggiano alla TOLLERANZA ZERO (verso lo straniero)!!!
Michael Surace - (19/05/2008 17:26)
Gli italiani sapevano che il nuovo governo avrebbe dato una risposta forte e chiara sui ROM: il popolo ha scelto i suoi governanti, la Democrazia permette ora a chi governa di usare ogni strumento della Repubblica necessario atto a ripristinare la sicurezza. Chi in questo momento contesta l'operato del Governo, contesta nella fattispecie la stessa fame di GIUSTIZIA e SICUREZZA che gli italiani hanno chiesto a questo nuovo governo.
rosanna sapori - (19/05/2008 17:41)
Belle parole, per alcuni versi anche condivisibili. Ma in Italia, paese delle leggi e delle regole, non esiste la certezza della pena. Questo vale sia per i rom che per gli italiani. Essere rom non significa avere la possibilità di sfruttare i bambini, non significa poter vivere nell'illegalità solo perchè qualcuno lo tollera. Se io facessi mendicare i miei figli, verrei incriminata e i miei bambini mi verrebbero portati via per essere dati in affido o adozione, di questo sono più che certa. In una recente retata in un campo rom alla periferia milanese è stato accertato che solo 3 bambini si 10 avevano una madre certa, gli altri 7? Non è statao possibile risalire ai genitori, bene come la mettiamo? Queste sono le certezze che vorrei avere, tutto il resto? Belle parole.
Il ragazzo del treno - (19/05/2008 19:12)
io so extricomunitario no e lavoro 12 ore a giorno con li muratori. Cari italiani invece de fa o spiritosi co e macchine grosse veni a lavora con me! Non avete voglia de faticà? fatica con pala e calaretta su e mani dico io! Fra un po de mesi inizia a stagione dei tabbacchi... Per quello che ve pare ve facemo comodo però! Adesso me maderete i colpi però cio raggione! Ciao a tutti italiani e no!
Mauro - (19/05/2008 23:19)
Mi sembra proprio che Luciani abbia centrato l'obiettivo "Non è importante cosa si dice, l'importante è che se ne parli"
giovanni - (23/05/2008 23:11)
cari fratelli chiacchieroni,non discuto certe frange di deliquenti, però non dimenticate i nostri padri e nonni costretti ad espatriare per far vivere le loro famiglie, i delinquenti ho il sospetto (o la certezza) che sono meno degli italiani!!!
camenzi - (03/09/2008 15:35)
se lei abita a napule si può capire ma se non fosse così non riesco a capire come fa a dire certe determinate cose!!!!


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angelino - (18/05/2008 17:51)
potere dell'informazione!! in questo mondo possiamo credere tutto e il contrario di tutto, dipende da come viene raccontato!! Si può essere d'accordo o contrari a Don Formenton, ma ancora una volta ha avuto il merito di farmi fermare un attimo, leggere, rileggere e riflettere.