Spina di Campello - Sagra Tartufo - Prodotti Tipici

Aree geograficheAree

Le Rubriche di TuttOggiCanali

I Servizi di TuttOggiServizi

TuttOggi educationalEducational

41 utenti online



InstitutionalInstitutional

FriendsFriends


Il ficcanaso LA LEGA NORD PROPONE I CORSI DI DIALETTO, MA A FOLIGNO LA "LINGUA MATER" GIA' SI STUDIA A SCUOLA

Lezioni già attive, grazie all'Accademia "Lu Tribbiu", alla elementare di Sterpete. AGGIORNAMENTO: il commento di Gianluca Speranza

Foligno - 29/07/2009 15:35

LA LEGA NORD PROPONE I CORSI DI DIALETTO, MA A FOLIGNO LA "LINGUA MATER" GIA' SI STUDIA A SCUOLA

Mentre la proposta della Lega - di rendere obbligatori "test di dialetto" per i concorsi e le selezioni dei nuovi insegnati - sta facendo discutere l'Italia, ecco che l'associazione "Accademia Lu Tribbiu" che si adopera proprio per la tutela e la valorizzazione del dialetto e delle tradizioni storiche locali, traccia un primo positivo bilancio, del progetto "Il dialetto si ri-impara a scuola". Un'iniziativa questa, che vede la città di Foligno tra le più sensibili a livello nazionale, e certamente protagonista in ambito regionale, allo scopo di riconoscere alla lingua locale, l'importanza che merita, dopo essere stata ingiustamente "combattuta" proprio dalle scuole, nei decenni scorsi. E dalla collaborazione tra l'Accademia Lu Tribbiu, - con il patrocinio dell'ex assessore all'Istruzione Salvatore Stella - la disponibilità del dirigente Francesco Valecchi e delle insegnanti della scuola elementare di Sterpete, ecco - per l'appunto - nascere il progetto "Il dialetto si ri-impara a scuola". Gli stessi membri dell'Accademia si sono così improvvisati "professori di lingua locale" insegnando ai bambini parole che affondano le radici nella storia della comunità folignate, modi dire, proverbi, filastrocche e ritornelli. Altre lezioni hanno riguardato le tradizioni popolari e la cultura contadina, riproponendo alle giovani generazioni usi e costumi della Foligno di un tempo. A salire in cattedra: Anna Daniele, Orazio Falchi, Annamaria Guidi, Maria Luisa Cruciani, Anna Casciola e Gabriella Pagliacci, con la preziosa disponibilità e collaborazione delle maestre Maria Rita Ponti e Francesca Favorito. Il diretto dell'Accademia, rivolge un particolare ringraziamento allo stesso dirigente Francesco Valecchi. Particolarmente attenti ed interessati i bambini delle classi III - IV e V che al termine dell'iniziativa si sono voluti cimentare proprio con il loro dialetto, e dare un saggio di quanto hanno recepito nel corso delle lezioni, scrivendo poesie in vernacolo, andando a ricercare racconti e curiosità "interrogando" i loro nonni, scrivendo resoconti e temi sull'argomento, nonché realizzando schede e disegni. Le insegnati hanno raccolto tutto il materiale, e ben presto ne verrà ricavata una pubblicazione da distribuire a tutti gli alunni che hanno preso parte al progetto, così come ai futuri "studenti di dialetto". Prossimamente, il direttivo dell'Accademia Lu Tribbiu, chiederà un incontro ufficiale al neo assessore all'Istruzione Rita Zampolini (che si è già dimostrata particolarmente vicina all'associazione) per riproporre il progetto, e portarlo avanti con rinnovato slancio ed interesse.

home commenti (3) pdfstampa

Commenti

mail postata da: Gianluca Speranza - (29/07/2009 16:42)

Non capisco come si possa voler creare polemiche a tutti i costi per la proposta della Lega Nord di studiare i dialetti locali. Trovo la proposta estremamente interessante e utile al fine di potenziare la conoscenza delle proprie radici, origini e tradizioni. Non si tratta di una sorta di isolamento linguistico che presupponga una preferenza di lingua rispetto all’altra. Tantomeno si vuole avviare una sorta di perdita della identità nazionale. Si cerca di potenziare l’appartenenza alla propria terra magari studiando la storia D’Italia, ormai dai più sconosciuta, che farebbe conoscere ai nostri giovani (occorrerebbe con maggior urgenza ai nostri Amministratori) che il periodo più brillante e luminoso culturalmente, artisticamente e’ stato quello dei Comuni . Non capisco perche’ si debba sempre e comunque estremizzare. Conoscere anche le proprie origini , tradizioni e perche’ no dialetti, debba escludere l’integrazione e la conoscenza di altre culture. Nel nostro territorio sono molte le testimonianze e associazioni che ripropongono pezzi di storia, costumi tradizioni locali. Conosco e ho piacevolmente letto una pubblicazione di detti popolari in dialetto con un interessantissimo vocabolario del dialetto spoletino scritto da Fabrizio Canolla. Altre pubblicazioni sono disponibili per chi se ne volesse prendere la briga di leggerle. Non osteggio sicuramente la globalizzazione anche se non ne sono entusiasta, ma sicuramente plaudo la Lega per mettere dei punti fermi, anche con dichiarazioni accese e provocatorie, che riportino ad amare, conoscere, vivere meglio le nostre terre e le nostre tradizioni.

Francesca Senise - (29/07/2009 18:53)

Credo sia opportuno non mischiare la storia del Paese con l'evoluzione della linguistica (la prima fondante la seconda decisamente no) e soprattutto credo sia opportuno non confondere l'istruzione obbligatoria e la preparazione dei docenti con aspetti che possono essere tranquillamente curati e richiesti nelle Università. Cerchiamo di non far prevalere la nostra italianità anche in questioni di vitali importanza per il futuro di un paese come l'istruzione. E se la lega sente così a cuore la questione dell'istruzione la smetta di accordare tagli e riforme che nulla hanno a che fare con un sistema scolastico serio ed efficace

pluto - (30/07/2009 09:06)

forse a scuola per diversificare sarebbe opportuno studiare il vero italiano e soprattutto la grammatica con i verbi

Invia un commento



codice di sicurezza


PubblicitàPubblicità