Albo d’oro 2018, a Perugia si bissa il ‘flop politico’: passano Sirci e Panichi, bocciati i Cucinelli e l’Aucc

Albo d’oro 2018, a Perugia si bissa il ‘flop politico’: passano Sirci e Panichi, bocciati i Cucinelli e l’Aucc

Lo scrutinio segreto impallina la metà dei nomi proposti: nuova votazione lunedì 18


Per il secondo anno consecutivo il consiglio comunale di Perugia boccia alcuni dei nomi da inserire nell’albo d’oro cittadino: la cerimonia si svolge il 20 giugno, giorno in cui Perugia ricorda le stragi del 1859, quando vengono iscritti all’Albo d’Oro cittadini, associazioni ed enti che abbiano dato particolare lustro alla città

L’anno scorso, per la prima volta da quasi trent’anni (escluso il precedente del 2014, quando il riconoscimento di cittadino benemerito non venne assegnato in considerazione della scadenza elettorale), erano saltati tre dei quattro nomi proposti – il professor Alberto Grohmann, il chirurgo Giovanni Natalini e l’Avis. Quest’anno a finire impallinati sono stati Brunello e Federica Cucinelli (la loro Fondazione ha dato a Perugia fondi per la ristrutturazione dell’Arco Etrusco e del Morlacchi) e l’Associazione umbra per la lotta contro il cancro guidata dall’avvocato Giuseppe Caforio, tutti fermi a 21 voti su 25 necessari. Passano il turno la Sir Volley di Gino Sirci (23 voti) e l’atleta/scalatore in carrozzella Luca Panichi (24 voti), mentre per i Cucinelli e l’Aucc è previsto un nuovo voto in commissione (mercoledì) e a seguire una votazione lunedì 18.

La votazione, a maggioranza qualificata, rende necessari ‘aiuti’, visto che la maggioranza conta ipoteticamente su 19 voti (sindaco incluso) contro 14 e se è vero che i voti persi potrebbero essere recuperati, visto che a mancare per la maggioranza c’erano tre consiglieri – Clara Pastorelli (in vacanza), Nilo Arcudi (motivi di lavoro) e Leonardo Varasano (fresco di matrimonio), oltre a Emanuela Mori (Pd/minoranza) – la speranza del sindaco Andrea Romizi è che non si ripeta quanto accaduto l’anno scorso, quando i nomi in pista furono impallinati per ben due volte, per la rabbia del sindaco (ma anche dell’Avis).

Mentre la maggioranza tace, ad andare all’attacco è il Pd: “L’amministrazione Romizi – è scritto in una nota – non è nuova alle brutte figure. Per il secondo anno consecutivo il centrodestra non riesce a raggiungere la maggioranza qualificata dei voti, come previsto da regolamento, per l’iscrizione nell’Albo d’Oro di cittadini, Associazioni ed Enti che abbiano dato, con la loro attività, particolare lustro alla città di Perugia. Per l’ennesima volta – il j’accuse del Pd – da un lato il sindaco Romizi ha dimostrato di non essere rappresentativo della sua maggioranza, dall’altro il centro destra non si assume le responsabilità politiche e i doveri istituzionali a cui non può venire meno chi governa la città”.

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