Affitti comunali a prezzi stracciati nel cuore di Perugia

Affitti comunali a prezzi stracciati nel cuore di Perugia

In corso Vannucci due quotatissimi negozi di abbigliamento pagano 1.600 euro al mese | Nel 2015 approvato odg di Scarponi per revisionare le locazioni affittuarie da parte del Comune ad attività commerciali


Dalla gioielleria in corso Vannucci che paga meno di 400 euro al mese, alla farmacia che versa quasi la metà del vicino caffè. Sono questi gli affitti stracciati nel “salotto buono” di Perugia. Ad accontentarsi di incassare i canoni annuali, che poco hanno a che vedere con le attuali quotazioni di mercato, il Comune di Perugia, proprietario dei fori commerciali. Contratti decennali che concedono l’utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico ad uso commerciali che forse stridono con quanto sborsato da altri commercianti nelle stesse zone di pregio della città dove, pero’, gli affitti sono ben più cari.

I canoni di locazioni percepiti dal Comune di Perugia 

Affitti sfitti

Negozi che aprono e quelli che chiudono. L’Acropoli, il centro commerciale naturale della città, dove a causa dei costi troppo alti delle locazioni i negozi restano sfitti o chiudono. Un fenomeno diffuso, in particolar modo nelle zone più prestigiose della città, dove per una mensilità di pochi metri quadrati si arriva a pagare anche oltre i 2mila euro al mese. Poi ci sono le locazioni di proprietà del Comune di Perugia con affitti agevolati. Tra queste, una quarantina sono spalmate sui punti strategici dell’Acropoli: corso Vannucci, la rinnovata piazza Matteotti, via Oberdan e Sant’Ercolano. In un momento di crisi profonda e dove investire nel centro storico può sembrare una scelta rischiosa, sorprende che alcune attività paghino affitti irrisori.


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Piazza Matteotti

Cifre irrisorie quelle che appaiono online sul sito di palazzo dei Priori (aggiornate almeno 31 marzo 2017) se paragonate a dove si affacciano le vetrine di queste attività commerciali. Scopriamo così che, per la locazione mensile in piazza Matteotti, la panetteria Cofopa spende circa 580 euro (7.200 all’anno). Lo storico bar Oscar paga 1.400 euro. Bavicchi spende circa mille euro, la pasticceria Santino poco più di 1.500 euro, le due farmacie sulla piazza spendono circa 3mila euro al mese, il caffè Roma per l’affitto di due spazi sulla piazza versa nelle casse di palazzo dei Priori circa 6.500 euro. La macelleria Gerbi 600 euro, il Testone circa 2.600 euro mensili e la gelateria Mastro Cianuri 1.700 euro.

Via Oberdan

Posizione strategica e da qualche anno a caccia di nuovi target. Ecco che il negozio di abbigliamento Righi paga al Comune circa 750 euro mensili, la Deutsche bank versa 1500 euro ogni 30 giorni e la pizzeria al taglio proprio all’imbocco con il Minimetrò spende circa 1.300 euro, mentre Optical Caso paga per un punto vendita e un magazzino 2mila euro al mese e la creperia all’inizio delle scalette di sant’Ercolano 800 euro.


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Corso Vannucci

La legge del mercato degli immobili ci insegna che la quotazione di un locale commerciale dovrebbe basarsi sul numero e sulla posizione delle sue vetrine. Dati alla mano sembra che i prezzi di locazione in corso Vannucci, arteria principale del centro, siano stracciati. Una piccola gioielleria, Gioiello Idea, oltre al punto vendita sul Corso della città anche per un laboratorio in via della Gabbia, paga meno di 400 euro al mese. Il caffè del Banco che affaccia sulla Fontana Maggiore versa a palazzo dei Priori 1.400 euro mensili. Due tra i più quotati negozi di abbigliamento del salotto buono dell’Acropoli, Lino Ricci e Paris Ricci, spendono rispettivamente circa 1.450 euro e poco più di 1.600 euro mensili.


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 Via dei Priori

Infine, in via dei Priori la drogheria Bavicchi  se la cava con circa 800 euro di affitto al mese mentre la storica profumeria Rossi che presto chiuderà i battenti spendeva 1.300 euro mensili.

La mappatura

Ed ecco che contro gli affitti stracciati il consigliere di Ncd Emanuele Scarponi, nel febbraio del 2015, aveva presentato un odg per la domanda di revisione delle locazioni affittuarie da parte del Comune ad attività commerciali. Atto approvato due anni fa e ora in balia della macchina amministrativa in attesa di “immediata eseguibilità” e per cui si impegna “sindaco e la Giunta a mandare immediate disdette dei contratti di locazione a scadenza e di impegnare gli uffici competenti a procedere a mappatura di tutte le proprietà”. E ora? Sulla questione si è radunata una commisione ma sembra che i prezzi degli immobili vengano valutati in base alla quotazione effettuata dall’Agenzia delle entrate e i prezzi sono quelli. Perchè, allora, non affidare gli spazi ad un’agenzia immobiliare in grado di valutarli in base alle quotazioni di mercato?

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