Acqua a Terni Nord, filtri appena cambiati | Le analisi “E’ sempre stata potabile”

Acqua a Terni Nord, filtri appena cambiati | Le analisi “E’ sempre stata potabile”

Il sindaco: “In molti si sono rivolti a medici o hanno accusato malesseri, ma era colpa del virus intestinale” | Rueca (Sii): “Ci aspettiamo richieste di risarcimento”

A causare l’emergenza idrica che nel ponte del primo maggio ha interessato la zona di Terni Nord potrebbe essere stata una errata manutenzione dei filtri ai carboni attivi presenti nel campo pozzi di Fontana di Polo per intercettare le sostanze volatili presenti nell’acqua, come il tetracloroetilene. L’acqua, però, nonostante l’ordinanza emessa in via precauzionale dal sindaco Leopoldo Di Girolamo su richiesta dell’Usl Umbria 2, è sempre stata potabile. A fare il punto della situazione, che ha tenuto in apprensione oltre 30mila ternani (circa 20mila le utenze interessate dal problema idrico), sono stati questa mattina il primo cittadino (poco prima di essere raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari) ed il direttore generale del Sii Paolo Rueca, affiancati dall’assessore Giacchetti, dal presidente dell’Asm Ottone e dai tecnici.

Cosa è accaduto – “È stata una emergenza rilevante, che ha messo a dura prova tutti quanti noi” ha esordito il sindaco Di Girolamo, che ha voluto ringraziare i cittadini delle zone interessate: in quasi 3 giorni di disagi importanti hanno dimostrato forte senso di collaborazione e di responsabilità e non era facile, perché l’acqua è un bene primario”. Il primo cittadino ha voluto ringraziare l’impegno di tutte le forze in campo per superare la criticità, a partire dalla polizia municipale, già super impegnata in questo lungo week end per il sovrapporsi di vari eventi. Di Girolamo ha quindi ripercorso l’accaduto: “Nella mattinata di sabato, 29 aprile, sono arrivate da parte dei cittadini, con telefonate sia al centralino della polizia locale che al numero di segnalazione guasti di Asm, segnalazioni di acqua maleodorante, con un odore sulfureo, che usciva dai rubinetti”. Segnalazione fatta anche da un tecnico Asm che abita nella zona interessata e che ha prelevato un campione di acqua e l’ha portato in azienda. Che comunque si è attivata prontamente. “Un quarto d’ora dopo la prima segnalazione – ha spiegato il sindaco – un tecnico è andato nel campo pozzi, che sono l’impianto più grande della nostra provincia. Sono state attivate subito le manovre di messa in sicurezza degli impianti e delle erogazioni e sono iniziati i prelievi nelle varie articolazioni di cui è composto il servizio idrico, sia nella parte di adduzione che di erogazione finale”. Via quindi a valutazioni ed analisi, con anche una ispezione della Usl, che ha confermato il problema odorigeno presente. Alle 13,46 al Comune di Terni è arrivata la comunicazione Usl di non conformità dell’acqua, chiedendo l’emissione di un’apposita ordinanza. Di Girolamo ha quindi voluto precisare che la non conformità – definita dalla legge 31 che regola tutta questa materia – indica che c’è qualcosa che non è normale. “Questo non vuole dire che l’acqua non sia potabile, ma è un provvedimento a tutela della salute pubblica”. Un provvedimento che deve bilanciare il rischio del possibile uso dell’acqua con quello dei disservizi che il divieto di usarla può causare.

I tempi e la comunicazione –  “La Sii fin dal primo momento – ha aggiunto il sindaco – si è attivata e ha messo in atto tutte le procedure di messa in sicurezza che hanno consentito di intervenire in tempi brevi e accettabili; capisco che chi ha vissuto i disagi pensa che non sia stato così, ma vi assicuro che per quello che riguarda le procedure lo sono stati”. Questo grazie anche chi è rientrato dalle ferie per effettuare le analisi. E tante sono stati i ringraziamenti fatti dal primo cittadino, così come dai responsabili di Sii e Asm, per dipendenti, polizia locale, volontari e cittadini. Sin dalle prime ore, comunque, i risultati delle analisi hanno evidenziato l’assenza di sostanze inquinanti, ma il protocollo prevede esami doppi che vanno ripetuti a distanza di un giorno. “Il primo esame della Sii – ha spiegato Leopoldo Di Girolamo – già ipotizzava che poteva esserci un difetto di funzionamento di uno dei due filtri che lì sono stati collocati per intercettare le sostanze volatili. Due esami hanno mostrato esiti negativi; soltanto un primo esame fatto in prossimità del filtro 1, che è quello che da subito veniva ritenuto responsabile del problema, ha mostrato un picco anomalo, anche se molto piccolo, per la presenza di solfiti, sostanze che vengono usate anche per la conservazione di carne e per i vini e che danno odore di uova marce.  Abbiamo la necessità che Sii ora faccia tutti i controlli necessari per vedere se è stato veramente un malfunzionamento di quel filtro”. Sulla comunicazione, il sindaco ha spiegato come in campo, nonostante si tratti di un’area molto estesa ed anche con abitazioni sparse, sono state messe tutte le forze possibili: comunicazioni attraverso il web, i media, due mezzi con l’altoparlante, l’affissione di mille manifesti con l’ordinanza sintetica. Inoltre già sabato pomeriggio in 6 punti di quel territorio sono stati collocati serbatoi e autobotti per garantire acqua.

Problema subito individuato – A ribadire la situazione è stato il dg del Servizio idrico Paolo Rueca: “Grazie ai cittadini per il disagio che hanno sopportato in questi due giorni e mezzo di emergenza; la macchina per la gestione emergenza si è mossa in maniera soddisfacente, c’è stata una grande collaborazione tra gli enti interessati dalla problematica, si è creata una squadra che è riuscita in 2 giorni e poco più a risolvere emergenza in modo rapido. Sulla base di questo prenderemo atto per migliorare il reparto operativo della Sii. La comunicazione verso le utenze è stata fatta con le risorse disponibili che c’erano, la zona interessata è densa di popolazione ed è stata una cosa non facile”. Rueca ha poi spiegato sabato “si è capita subito la provenienza del problema, che è stato immediatamente isolato. Il campo pozzi – ha detto – è costituito da una batteria di 11 pozzi per una portata elevata, di 120 litri/secondo. L’impianto è stato subito messo in sicurezza, scaricando subito i serbatoi”. Gli impianti sono stati clorati e scaricati, mantenendo il servizio attivo per scelta. “È stato un evento molto straordinario sia per come si è generato, sia per l’effetto che ha avuto” ha ribadito Rueca, che ha spiegato anche come  i risultati delle analisi “man mano ci confortavano”. “Perché non abbiamo chiuso tutto acquedotto? Bisognava fare delle scelte. Eravamo sicuri che non ci fosse un inquinante elevato (tanto che a riscontro finale l’acqua è sempre stata potabile); chiudendolo avremmo creato un danno maggiore e l’inerzia della rete avrebbe comunque consentito alle utenze l’uso dell’acqua anche se l’impianto fosse stato chiuso”.

No conseguenze sanitarie – Conseguenze dal punto di vista sanitario, è stato ribadito, non ce ne sono state visto che l’acqua è sempre stata potabile. “Non abbiamo avuto nessuna segnalazione di problemi sanitari – ha detto il sindaco Di Girolamo – né dalla Usl né dall’azienda ospedaliera; molte persone si sono rivolte comunque alla struttura ospedaliera sabato, dicendo di aver ingerito l’acqua e chiedendo possibili conseguenze. In questi giorni c’è una recrudescenza di un’epidemia di gastroenterite virale che può far sospettare qualcuno, ma non c’è nessun collegamento”.

Come funzionano i controlli – Quanto ai controlli, ad oggi un sistema di telecontrollo sui parametri odorigeni non esiste. Ne esiste invece uno su alcuni elementi, come ad esempio il ph dell’acqua. Ma il Sii è all’avanguardia nei controlli degli impianti anche per evitare attacchi chimici: nelle postazioni principali ci sono infatti degli allarmi ai serbatoi per evitare che ci possano essere dei sabotaggi. Molte volte, comunque, ha specificato Rueca, la telefonata degli utenti è il primo elemento di controllo. Quanto alla prassi, le verifiche vengono fatte come previsto dalle norme, ogni 7 giorni, 15 o un mese, a seconda anche dalle criticità degli impianti e della popolazione interessata. “I controlli sono costanti e fatti nella norma, va comunque spiegato che eventuali inquinanti subiscono un processo di diluizione e per avere effetti nocivi sulla salute umana devono avere un tempo lungo di somministrazione” ha aggiunto.

La sostituzione del filtro nel mirino – Cosa è successo dunque nei giorni scorsi tanto da provocare l’acqua puzzolente? Qualche giorno prima, ha rivelato il direttore del Sii, c’è stato un intervento di manutenzione dell’impianto, con la sostituzione dei filtri a carboni attivi che servono per assorbire i solventi; l’ipotesi al momento più credibile è che nel cambio ci sia stata qualche procedura seguita non correttamente considerando che le operazioni si sono concluse proprio venerdì, il giorno prima che emergesse il problema. “Stiamo approfondendo tutte le manovre che sono state fatte e la fornitura del cambio del carbone attivo, ipotizziamo una diffida ed una messa in mora sulla fornitura dei filtri” ha aggiunto Rueca. Anche perché ora l’azienda si aspetta che gli utenti –  aziende in primis – faranno rivalsa su di lei. Soprattutto attività commerciali costrette a rimanere chiuse per due giorni, “ci aspettiamo che ci chiederanno i danni per i mancati ricavi”.