Abusi sessuali in caserma, carabiniere “a luci rosse” punta alla sconto di pena

Abusi sessuali in caserma, carabiniere “a luci rosse” punta alla sconto di pena

La difesa chiede di ascoltare in aula le donne di cui il militare avrebbe abusato

Un rito abbreviato per ottenere, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena ma condizionato, che preveda cioè l’escussione delle presunte vittime in aula. E’ questa la richiesta dell’avvocato Nicola Di Mario, difensore del 53enne carabiniere di Gualdo Tadino accusato di adescamento di minore, concussione e violenza sessuale.

Sarà il giudice per l’udienza preliminare Carla Giangamboni, nella prossima udienza, a decidere se accogliere o meno l’istanza del legale, che è tesa a far parlare le tre donne su fatti diversi rispetto a quelli già riferiti davanti al pubblico ministero nell’ambito dell’incidente probatorio.

I fatti contestati al militare, risalenti al 2015, sono l’adescamento di una 16enne, a cui l’uomo avrebbe fatto foto “spinte”, le molestie ad una ragazza affetta da minorata capacità psichica e la richiesta di favori sessuali ad una prostituta all’interno della caserma.

Il brigadiere, sospeso dal servizio, è ancora agli arresti domiciliari. Tale misura cautelare, nonostante i ricorsi del legale, era stata confermata da Gip, Tribunale del Riesame e Cassazione.

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